Libro Blu ADM: ecco come sono tassati i singoli giochi

La tassazione del gioco in Italia non è uniforme per le diverse tipologie di gioco. Per alcuni giochi è prevista l’applicazione di imposte, per altri l’imposizione di un prelievo, o la destinazione a favore dell’Erario di un utile residuale, di natura extra-tributaria (“gettito o utile erariale”). E’ quanto sottolineato nel Libro Blu 2023 pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Per quanto riguarda le diverse forme di tassazione, per i giochi in “monoconcessione” (Lotto, Lotterie, Enalotto) si applica un modello ad utile o prelievo erariale: l’introito per lo Stato è costituito dall’ammontare della accolta, detratti gli “Aggi” per i concessionari e per i rivenditori e le Vincite. Ciò che resta (appunto l’utile) viene destinato all’Erario. Per i giochi in pluriconcessione (Scommesse, Apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, Gioco on-line), invece, i concessionari non hanno diritto ad “Aggi” calcolati sul volume di gioco effettuato, eccetto che per i Giochi sportivi e ippici a totalizzatore, con esclusione dell’Ippica d’agenzia e per il gioco del Bingo di sala. L’utile dei concessionari (comprensivo di quello della filiera) è dato dalla differenza tra i ricavi e i costi (tra i quali si annoverano anche le vincite), con pieno rischio d’impresa a proprio carico. o Stato incassa un prelievo che, come detto, può essere commisurato al margine (differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte), ovvero alla “Raccolta”.

Il risultato del comparto del gioco legale in Italia viene misurato attraverso le seguenti dimensioni: Raccolta: è l’ammontare complessivo delle puntate effettuate dalla collettività dei giocatori; Vincite: è il totale delle somme vinte dai giocatori; Spesa: corrisponde all’effettiva perdita dei giocatori. È data dalla differenza tra Raccolta e Vincite. Corrisponde, inoltre, al “Ricavo” della filiera (al lordo delle somme destinate all’Erario); Erario: costituisce l’ammontare derivante dall’imposizione fiscale e dal differenziale tra Raccolta, Aggi e Vincite dei giochi che entra nelle casse pubbliche.

Nel 2023, il settore Giochi conferma il trend positivo già avviato nel 2021. Si registra un incremento di tutte le dimensioni di gioco rispetto all’annualità precedente: 8,53 per cento per la Raccolta, 9,76 per cento per le Vincite, 1,60 per cento per la Spesa e 3,62 per cento per l’Erario. L’abbandono delle restrizioni che hanno caratterizzato gli anni pandemici ha consentito la ripartenza dell’intero settore dei Giochi. In particolare, l’incremento del dato relativo alla raccolta è riconducibile ad un ritorno alle postazioni di gioco fisiche unito al progressivo aumento del ricorso alla modalità di gioco online. Tra il 2022 e il 2023 il rapporto tra Vincite e Raccolta è leggermente aumentato passando dall’85,03 per cento all’86,00 per cento. Tale dato è motivato da un maggiore ricorso al gioco a distanza, in cui il ritorno in vincite è più elevato. Il rapporto tra Erario e Raccolta è, invece, diminuito dall’8,24 per cento del 2022, al 7,87 per cento del 2023. Tale dato è motivato da un maggiore ricorso al gioco a distanza, in cui l’incidenza della tassazione è minore.

Contributo all’erario delle varie tipologie di gioco

Analizzando il contributo all’Erario delle diverse tipologie di gioco fisico e a distanza, nel 2023, si evidenzia come il settore degli apparecchi da intrattenimento (AWP, VLT e Comma 7) rappresenti il 52,71 per cento degli introiti statali provenienti dal settore. Seguono i Giochi numerici e le Lotterie che rappresentano il 32,82 per cento del gettito erario per la parte Giochi e ricomprendono al loro interno i “Giochi numerici a totalizzatore”, le “Lotterie”, il “Lotto” e gli altri giochi numerici a quota fissa (“10 e Lotto” e “Million Day”). All’interno di questa categoria, il 49,66 per cento dell’erario è attribuibile alle “Lotterie”, il 31,48 per cento dal “Lotto” e il 18,86 per cento dai “Giochi numerici a totalizzatore”. Le Scommesse rappresentano il 6,54 per cento del contributo all’erario e al loro interno il 96,79 per cento del totale è rappresentato dal “Gioco a base sportiva”, seguito dal “Gioco a base ippica” (2,64 per cento) e dal “Betting Exchange” (0,57 per cento). Il restante 7,92 per cento è attribuibile ai “Giochi di abilità a distanza” per un 76,75 per cento e al “Bingo” per il 23,25 per cento.

cdn/AGIMEG