Maxi blitz a Kiev, dove le forze dell’ordine hanno scoperto e chiuso 10 casinò clandestini attivi in diversi quartieri della città. Le indagini hanno rivelato che i locali generavano guadagni per oltre 10.300 euro, con un giro d’affari mensile di circa 310.000 euro.
Dodici persone incriminate
Sono 12 i sospettati formalmente incriminati. Gli agenti hanno inoltre sequestrato attrezzature da gioco, armi e documenti. L’accesso alle sale avveniva solo tramite accordo preventivo, e l’amministratore verificava sempre che i clienti non fossero seguiti dalle autorità.
L’organizzazione
A capo della rete c’erano due fratelli originari della regione di Vinnytsia, entrambi con un passato nelle unità investigative della polizia. Grazie alle competenze acquisite, erano riusciti a mettere in piedi un sistema sofisticato e ben strutturato, che ha richiesto un’operazione capillare per essere smantellato.
Regole rigide per il personale
I dipendenti dei casinò clandestini erano selezionati accuratamente e dovevano rispettare regole severe:
– rispetto di un dress code obbligatorio;
– divieto assoluto di consumo di alcolici durante i turni;
– obbligo di registrare l’attività lavorativa nella chat interna dell’organizzazione.
Un’organizzazione ferrea, pensata per garantire la massima discrezione e continuità all’attività illegale. cdn/AGIMEG

