Italia Oggi: Bruxelles valuta nuove tasse su gioco online, piattaforme digitali e criptovalute per finanziare il bilancio Ue

La Commissione europea sta valutando l’introduzione di nuove forme di tassazione su gioco online, piattaforme digitali e criptovalute nell’ambito del negoziato sul futuro bilancio pluriennale dell’Unione europea. È quanto riporta Italia Oggi, che evidenzia come Bruxelles sia alla ricerca di nuove risorse proprie per sostenere il quadro finanziario 2028-2034 e contribuire al rimborso del debito contratto per il programma Next Generation EU.

Secondo le stime preliminari trasmesse agli Stati membri, le misure allo studio potrebbero garantire entrate fino a quasi 11 miliardi di euro all’anno. Il dossier rientra nel confronto in corso tra le istituzioni europee e i governi nazionali sul prossimo bilancio settennale dell’Unione, per il quale un accordo è atteso entro la fine del 2026.

Le misure previste dalla Commissione europea

Per quanto riguarda il comparto del gioco online, la Commissione ipotizzerebbe un prelievo del 3% sul fatturato netto del settore. In base alle simulazioni riportate da Italia Oggi, il gettito medio potrebbe raggiungere circa 1,9 miliardi di euro annui nel periodo compreso tra il 2028 e il 2034.

Il documento evidenzierebbe tuttavia alcune criticità legate all’assenza, a livello europeo, di una definizione univoca di gioco d’azzardo e di un sistema armonizzato di tassazione del settore. Tra le opzioni considerate vi sarebbero diverse modalità applicative del prelievo, basate sui margini degli operatori, sui ricavi derivanti dall’attività di gioco oppure, indirettamente, sugli utenti.

Gioco online

Una seconda misura riguarderebbe le grandi piattaforme digitali. Sulla base delle esperienze già adottate da alcuni Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Spagna, Bruxelles stima che una digital tax europea potrebbe generare circa 5 miliardi di euro all’anno. L’ipotesi allo studio prevede un’aliquota del 3% sui ricavi derivanti da pubblicità digitale, servizi di intermediazione e utilizzo commerciale dei dati degli utenti.

Sul tavolo anche possibili interventi nel settore delle criptovalute. La Commissione starebbe valutando sia una tassa sulle transazioni sia un’imposta sulle plusvalenze generate dalle cripto-attività. Nel primo caso, con un’aliquota dello 0,1%, il gettito stimato oscillerebbe tra 3 e 4 miliardi di euro annui; nel secondo caso, le entrate sarebbero comprese tra 1 e 2,4 miliardi di euro all’anno.

Come sottolinea Italia Oggi, le proposte sono ancora oggetto di confronto tra gli Stati membri e si inseriscono nel più ampio dibattito sulle nuove fonti di finanziamento dell’Unione europea per i prossimi anni. sb/AGIMEG