È stato pubblicato, sul sito del Mipaaf, il decreto direttoriale 25 settembre 2020, n.9175193 – Criteri e modalità attuative per l’erogazione alle Società di corse delle risorse di cui all’articolo 30-bis, comma 5, del decreto-legge 185/2008, convertito dalla legge n.2 del 2009. Ecco il testo integrale:
“Il presente decreto disciplina i criteri di ripartizione, tra le società di corse riconosciute dal Ministero, delle risorse assegnate e disponibili sul capitolo di spesa 7763 e le relative modalità di attuazione per il perseguimento di uno più dei seguenti obiettivi: a) miglioramento e ammodernamento degli impianti degli ippodromi gestiti dalle società di corse riconosciute; b) adeguamento delle strutture dell’ippodromo, volte ad assicurare la loro agibilità, la sicurezza ai sensi delle vigenti norme, e il benessere degli animali; c) realizzazione di investimenti volti ad elevare l’attrattività per il grande pubblico nonché al fine di garantire la sicurezza socio-sanitaria; 2. Gli interventi di cui al presente decreto sono diretti, nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, a concedere aiuti compatibili con il mercato interno, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) e senza obbligo di notifica ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. 3. La categoria dell’aiuto è definita ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera k) del Regolamento (UE) 651/2014. 4. Il valore massimo dell’aiuto concesso per impresa è inferiore alle soglie di notifica di cui all’articolo 4, comma 1, lettera bb) del Regolamento 651/2014”, si legge nel testo.
“I soggetti beneficiari delle risorse previste dal presente decreto sono le società di corse riconosciute con Decreto dipartimentale 24 aprile 2020, n. 21818, ammesso alla registrazione con visto della Corte dei Conti n. 538 del 29 maggio 2020. 2. Le società di corse devono possedere, all’atto di presentazione della domanda, i seguenti requisiti di ammissibilità: a) appartenenza alla categoria delle piccole e medie imprese (di seguito PMI), anche organizzate in reti di imprese, che soddisfano i criteri dell’allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014; b) essere iscritte al registro delle imprese (REA) al momento della presentazione della domanda di partecipazione; c) essere in attività al momento della presentazione della domanda e in regola con i versamenti relativi ai contributi previdenziali obbligatori previsti dalla normativa vigente; d) rispettare le norme dell’ordinamento giuridico italiano in materia di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e delle malattie professionali, della sicurezza sui luoghi di lavoro, dei contratti collettivi di lavoro; e) risultare autonome tra di loro ai sensi della normativa vigente e nel rispetto della definizione di PMI e risultare coerenti con la definizione di impresa unica di cui all’articolo 2 del Regolamento (UE) 1407/2013; f) non essere destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno; g) non avere già beneficiato di altri aiuti pubblici a valere sulle medesime spese ammissibili sostenute e/o sul medesimo progetto presentato, nel rispetto della normativa comunitaria e statale; h) non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione (anche volontaria), di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente. 3. Sono escluse dagli interventi di cui al presente decreto: a) le imprese in difficoltà ai sensi dell’articolo 2, punto (18) del regolamento n. 651/2014 e del capitolo 2.4, punto (15) degli Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020, come modificato dal regolamento (UE) 2020/972 del 2 luglio 2020; b) le imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente per effetto di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno”, continua.
“La dotazione finanziaria complessiva esistente sul capitolo n. 7763 pg 1 per l’anno 2020, provenienti dalla ripartizione delle somme assegnate al Ministero nel 2019 ai sensi dell’articolo 30/bis, comma 5 del decreto-legge 185/2008, convertito dalla legge n.2 del 2009, è pari a € 2.600.000,00. 2. L’aiuto è concesso a titolo di conto capitale in una percentuale pari al 50% delle spese ammesse, al netto dell’IVA, e non potrà, in ogni caso, superare l’importo di € 800.000,00 per singola impresa”, aggiunge.
“Il contributo totale per ogni singolo ippodromo è determinato con l’adozione di un criterio proporzionalmente lineare tra tutte le società di corse che ne hanno diritto, ovvero con l’applicazione del valore percentuale – pari al rapporto “valore medio delle sovvenzioni percepite dalla società” / “valore medio delle sovvenzioni totali erogate alle società di corse” nel triennio 2017-2019 – al valore delle risorse totali disponibili di cui all’articolo 3, comma 1. 2. In caso di rinunce o di non erogazioni delle predette risorse a qualsiasi titolo, la sopravvenienza, per il 60% destinata alla disciplina del trotto e per il 40% alla disciplina del galoppo sarà ridistribuita, in parti eguali tra tutte le società di corse appartenenti alla medesima disciplina. 3. Le società di corse hanno la facoltà di chiedere l’erogazione anticipata, fino all’80% della risorsa assegnata, previa presentazione di una fideiussione per un valore pari al 110% della somma richiesta”, continua.
“1. La domanda di erogazione del contributo, unitamente agli allegati, deve essere inviata dalla società o dall’impresa capofila entro e non oltre il 15° giorno dalla data di pubblicazione del presente decreto sul sito internet del Ministero, a pena di esclusione, al seguente indirizzo di posta elettronica certificata : [email protected] 2. L’istanza dovrà contenere un progetto esecutivo con acclusa la seguente documentazione: a) copia degli atti e/o contratti, registrati e, ove previsto, trascritti, attestanti la piena disponibilità dell’immobile nell’ambito del quale viene realizzato il programma di investimenti e copia della domanda per il rilascio delle concessioni/autorizzazioni e nulla osta necessari per la realizzazione dell’iniziativa; b) dettaglio degli investimenti previsti, suddivisi per tipologia di spesa e cronogramma di realizzazione degli investimenti; c) per le opere edili a misura (scavi, fondazioni, strutture in elevazione ecc.), relazione tecnica descrittiva delle opere da eseguire, computi metrici analitici, corredati da disegni e planimetrie (redatti sulla base delle voci di spesa contenute nei prezzari di riferimento adottati a livello di singola Regione e Provincia autonoma); d) preventivo-offerta per macchinari, impianti e attrezzature e componenti edili non a misura o non comprese nelle voci del prezzario utilizzato a livello regionale/provinciale oppure una specifica relazione tecnica giustificativa redatta da un tecnico qualificato; e) certificazioni e autorizzazioni previste dalla normativa vigente o, nelle more del rilascio, copia dell’avvenuta richiesta, oppure dichiarazione asseverata da parte di tecnico abilitato attestante che non sussistono impedimenti di alcun tipo alla realizzazione delle opere e degli interventi progettuali; f) estremi del conto corrente dedicato su cui versare il contributo. 3. Le spese ammissibili e relativi requisiti sono specificati nell’allegato B) e devono essere sostenute dalla data di pubblicazione del presente Decreto sul sito internet del Ministero alla data antecedente la richiesta del saldo relativo all’esercizio di riferimento e comunque entro e non oltre il 30 novembre 2020. Non sono ammesse spese relative a beni acquistati con il sistema della locazione finanziaria. 4. Il competente ufficio PQAI VIII, recepita l’istanza di cui al comma 2 e completata l’istruttoria, comunica alla Società l’approvazione del piano di attività di spesa programmata per la realizzazione di interventi di ammodernamento, di manutenzione straordinaria e/o di adeguamento delle strutture dell’ippodromo. 5. L’erogazione del contributo avverrà secondo le seguenti modalità: a) a titolo di anticipo a seguito di presentazione di apposita richiesta da parte del legale rappresentante dell’azienda capofila e dietro idonea garanzia fidejussoria pari al 110% del valore richiesto come anticipo che in ogni caso non può essere superiore all’80% della somma indicata nell’allegato A; al termine degli investimenti, la società è tenuta a produrre la documentazione di cui al successivo comma b) a titolo di saldo, dietro presentazione della documentazione di cui al successivo comma; 6. La richiesta di saldo – presentata inderogabilmente entro la data del 20 novembre 2020- deve essere accompagnata dalla seguente documentazione: relazione tecnico-amministrativa dettagliata che attesti tutte le attività svolte ed i risultati finali conseguiti, in rapporto a ciascuna voce di spesa effettuata durante il periodo di riferimento. prospetto economico-finanziario riepilogativo, delle spese sostenute secondo le categorie di spesa indicate nella nota di comunicazione di approvazione; dichiarazione ai sensi della legge 445/2000 che le voci di spesa ammesse a supporto del contributo riconosciuto non siano state oggetto di contribuzione da parte di questa o altra Amministrazione; copia dei titoli di spesa sostenuti”, prosegue.
“Fino alla conclusione dell’iter amministrativo di liquidazione del contributo, il Ministero esercita i poteri di vigilanza, di controllo e di ispezione sulle Società di corse, con specifico riferimento all’esecuzione delle attività oggetto di aiuto. 2. Le attività di controllo sono finalizzate alla verifica della corretta destinazione delle risorse pubbliche erogate in favore della Società. Gli impegni di spesa connessi al presente provvedimento sono assunti con successivo atto a cura dell’autorità competente. 2. Le agevolazioni concesse in conformità al presente decreto sono esenti dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ai sensi: dell’articolo 3 del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis»; dell’articolo 3 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato; 3. Sintesi delle informazioni relative al presente decreto e alle procedure per l’attuazione degli interventi è trasmessa alla Commissione europea mediante il sistema di notifica elettronica dieci giorni lavorativi prima della sua entrata in vigore, ai sensi dell’articolo 9 dell’articolo 9 del regolamento (UE) n. 651/2014. 4. Gli aiuti di cui al presente decreto possono essere cumulati con altri aiuti di Stato, compresi gli aiuti “de minimis”, nella misura in cui tali aiuti riguardino costi ammissibili individuabili diversi. Gli aiuti possono essere cumulati con qualsiasi altro aiuto di Stato, compresi gli aiuti “de minimis”, in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, purché tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita o dell’importo di aiuto più elevati applicabili all’aiuto in questione in base alle previsioni di cui all’articolo 8 del regolamento n. 651/2014”, ultima il testo. cdn/AGIMEG