Vietare completamente il gioco con vincita in denaro non eliminerebbe il problema, anzi potrebbe peggiorarlo. Il 92% dei terapeuti teme un aumento del ricorso al gioco illegale, mentre l’82% ritiene che una misura del genere aggraverebbe le patologie associate. Solo una ristretta minoranza (7%) crede che i problemi scomparirebbero. E’ quanto è emerso nell’indagine di SWG “Gli italiani e il gioco patologico: il punto di vista di psicologi e psicoterapeuti”, fatta in collaborazione con Brighstar, che è stata presentata oggi a Roma.
La formula dei terapeuti per contrastare i problemi legati al gioco con vincita in denaro: prevenzione, educazione, formazione
Domanda: “Volendo dare un’indicazione concreta sulle strategie da utilizzare per contrastare i problemi legati ai giochi con vincita in denaro, cosa si sentirebbe di proporre?”
Dati:
- Prevenzione / educazione / informazione: 29%;
- Terapia individuale: 15%;
- Rimuovere le slot machine dai luoghi più esposti: 9%;
- Centri di prevenzione / aggregazione: 8%;
- Aumentare il ruolo della rete sociale: 6%;
- Regolamentazione più rigida: 5%;
- Eliminare la pubblicità del gioco: 4%;
- Stabilire un limite massimo di spesa: 4%;
- Legalizzare il più possibile per favorire il controllo: 3%;
- Terapia di gruppo: 3%;
- Altro: 5%;
- Non sa: 9%.
Quando si tratta di contrastare i problemi legati al gioco con vincita in denaro, gli psicologi e psicoterapeuti indicano in modo chiaro la direzione da seguire: prevenzione, educazione e informazione. È questa la strategia più citata (29%) tra quelle proposte dai professionisti coinvolti nell’indagine SWG.
A seguire, il 15% punta sulla terapia individuale, mentre il 9% suggerisce di rimuovere le slot machine dai luoghi più esposti, come i bar. Altri approcci riguardano la creazione di centri di prevenzione e aggregazione (8%), l’aumento del ruolo della rete sociale (6%) e una maggiore regolamentazione (5%).
Alcuni terapeuti suggeriscono anche di eliminare la pubblicità (4%) o di imporre limiti alla spesa (4%). Una 3% propone di legalizzare il più possibile il gioco, sostenendo che la legalità consente maggiore controllo e tutela, mentre i contesti non regolamentati aumentano il rischio di usura e danni gravi.
L’orientamento generale è dunque verso un approccio integrato, che non si basi solo sul trattamento clinico, ma miri a intervenire a monte, lavorando sulle informazioni, sul contesto sociale e sulla riduzione dell’accessibilità. sb/AGIMEG

