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Inchiesta su gioco e Vlt a Bari: torna in libertà titolare del bar

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Torna completamente in libertà il commerciante di 50 anni, titolare di un bar di Bari, che si trovava agli arresti domiciliari da oltre due mesi nell’ambito della maxi-inchiesta della Procura di Bari sul presunto monopolio del gioco gestito dalla famiglia Snidar.

La decisione del Gip di Bari e l’istanza della difesa

La revoca della misura cautelare è stata disposta dalla Gip del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna. La giudice ha accolto l’istanza presentata dai legali difensori, con il parere favorevole del pubblico ministero.

Secondo la Gip, non sussistono più le esigenze cautelari nei confronti del 50enne, finora indagato per concorso in riciclaggio con l’aggravante del metodo mafioso.

I dettagli dell’inchiesta della Dda di Bari

L’operazione della Distrettuale Antimafia di Bari ha portato nei mesi scorsi a decine di misure cautelari e al sequestro di beni per decine di milioni di euro, ipotizzando una rete societaria e finanziaria finalizzata al riciclaggio dei proventi di scommesse e gioco a favore dei clan locali. L’imprenditore era rimasto coinvolto nella maxi-inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza sui presunti illeciti legati alla gestione dell’impero delle Vlt coordinato dalla famiglia Snidar.Tar Tribunale Amministrativo RegionaleTar Tribunale Amministrativo Regionale

Nel quadro accusatorio, la contestazione a carico dell’esercente riguarda esclusivamente un singolo episodio legato alla gestione di crediti e pagamenti per scommesse sportive. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) contesta al 50enne l’ipotesi di riciclaggio: secondo l’impostazione accusatoria, l’imprenditore avrebbe consentito di giocare a credito all’interno della ricevitoria adiacente al suo bar, recuperando successivamente le somme attraverso l’incasso delle vincite generate da giocate effettuate da soggetti vicini allo stesso Snidar.

Dimostrata la totale estraneità del commerciante dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, i magistrati hanno escluso il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, disponendo la revoca della misura cautelare. Contestualmente, è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa per la durata di un anno. cdn/AGIMEG

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