Il Riformista: “Il fronte ancora aperto della delega fiscale”

Il Riformista dedica un approfondimento al mancato completamento del riordino del gioco fisico nell’ambito della delega fiscale. Nell’articolo, firmato da Cesare Giraldi, il quotidiano evidenzia la distanza che si è creata tra i due segmenti del gioco pubblico. Il comparto a distanza è stato interessato da nuove regole e dall’avvio del nuovo ciclo concessorio. La rete territoriale continua invece a operare in un sistema frammentato, condizionato da discipline regionali differenti, limiti territoriali e requisiti tecnologici non uniformi.

Secondo Il Riformista, il mancato completamento della riforma impedisce di affrontare in maniera organica alcune questioni che da anni interessano il settore fisico. Tra le questioni rientrano i rapporti tra Stato, Regioni e Comuni. Inoltre, la sostenibilità economica degli esercizi è cruciale. Vi sono anche l’evoluzione tecnologica dei prodotti, la formazione degli operatori e gli strumenti di prevenzione.

Asimmetria crescente tra online e rete fisica

Emanuele Cangianelli, consigliere delegato di FIPE Confcommercio, interviene sull’argomento. Sottolinea le conseguenze della distanza normativa tra online e rete territoriale. Il risultato è un’asimmetria crescente fra comparti. “Due segmenti dello stesso mercato regolamentato, online e fisico, presentano orizzonti concessori differenziati. Sono diversi anche i requisiti tecnologici, gli strumenti di tutela e la fiscalità. Inoltre, la distanza normativa fra online e rete territoriale è crescente”.

Come riporta il quotidiano, l’asimmetria riguarda anche il gioco fisico in senso stretto, dove regole di prossimità, dotazioni tecnologiche e obblighi cambiano a seconda del prodotto, senza una cornice unitaria.

Cangianelli richiama inoltre le dimensioni economiche e occupazionali del comparto: oltre 19 milioni di consumatori, almeno 50.000 imprese, più di 130.000 occupati e un gettito erariale superiore a 7,5 miliardi di euro nel 2025.

Il mancato riordino lascia il mercato fisico maggiormente esposto all’illegalità e all’irregolarità. Allo stesso tempo, ostacola l’introduzione nella rete territoriale di strumenti già sviluppati nel digitale, dalle soluzioni per la tutela dei consumatori alla formazione nazionale degli operatori, fino alle campagne di autoescluderne dal consumo non moderato.

Il Riformista

Il termine del 29 agosto 2026 e il confronto con le Regioni

Il termine per l’attuazione della delega fiscale è fissato al 29 agosto 2026, ma il confronto con Regioni ed enti locali non ha ancora portato all’adozione di un decreto condiviso. Dopo quella data, osserva il quotidiano, il percorso correttivo potrebbe risultare più debole rispetto a un intervento organico.

Per il Governo, conclude Il Riformista, la questione è quindi prima di tutto politica: lasciare il gioco fisico in una situazione transitoria oppure completare il riordino, ricomponendo in un quadro unitario concessioni, fiscalità, tecnologia, tutela dei consumatori e presidio della legalità. fp/AGIMEG