In occasione di IGE 2026 che si sta svolgendo a Roma, si è tenuto il panel “Il ruolo del Gioco pubblico nel sistema paese: tra riordino del terrestre, mercato e sostenibilità”.
Nicola Calandrini: “Sistema delle proroghe penalizza gli utenti”
“La riforma fiscale è una riforma epocale che viene fatta con la Legge Delega del 2023. La aspettavamo da anni. Dobbiamo ringraziare il viceministro dell’economia Maurizio Leo per l’approvazione di 18 decreti legislativi, di cui uno inerente il gioco online”. Lo ha sottolineato nel suo intervento Nicola Calandrini, Presidente Commissione Bilancio al Senato.
“Con questo abbiamo risolto diversi problemi, tra cui il fenomeno del gioco patologico visto che è previsto un maggior controllo e monitoraggio da parte degli operatori. Questa partita bisogna chiuderla entro agosto 2026 visto che la delega scade, altrimenti se ne parla nei prossimi anni.
Le proroghe penalizzano tutti, in primis gli utenti. Se non procediamo c’è il rischio di non riuscire a proteggere le persone dal gioco patologico. Comuni, stato e regioni devono procedere celermente per arrivare a questo importante obiettivo”, ha concluso riferendosi al riordino del settore del gioco fisico.
Geronimo Cardia: “Limitazioni orarie, folli”
“Imporre una limitazione di orario è folle, non cura e non salva le persone. Il giocatore potrà ad esempio spostarsi sull’online. Il riordino del settore del gioco fisico è l’unica strada che ha in mano lo Stato per riequilibrare la situazione”, ha specificato Geronimo Cardia, Presidente ACADI Confcommercio.
Cardia ha, tuttavia, posto l’accento sul costo e sulle modalità di accesso al mercato. “Nuove gare troppo onerose e livelli di concentrazione elevati, potrebbero escludere parte degli operatori. E’ necessaria, quindi, una valutazione preventiva”.
“Il tutto deve avvenire nella consapevolezza della multicanalità. Mettiamo il caso che domani si trovi una quadra sul riordino, gli effetti della gara inizieranno solo nel 2027 e saranno effettivi nel 2028. Servono delle misure ponte che il ministro Maurizio Leo aveva già previsto nel 2023, che riescano ad anticipare quegli effetti che avranno le nuove normative”, ha concluso.
Onorevole Luca Squeri: “Politica deve prendersi la responsabilità di decisioni difficili”
“Quello del gioco è un terreno molto minato perché la politica vuole preservare l’importante gettito che porta nelle casse dello Stato. Dall’altro c’è il tema dei giocatori vulnerabili che è sicuramente molto importante. Nel mezzo ci sono le aziende e gli operatori che devono muoversi rispetto a queste esigenze.
È importante ascoltare gli operatori affinché la politica possa decidere nel migliore nei modi. La priorità è che normativa che sia chiara e certa così che gli operatori e gli utenti sappiano come muoversi. Io porterò avanti questa linea perché credo che sia importante che la politica si assuma la responsabilità di decisioni difficili visto che vanno considerate sia le entrate sia la questione dei giocatori”, ha detto Luca Squeri Segretario della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati.
Alessandro Cattaneo: “Riordino del settore, urgente”
“Abbiamo attraversato momenti storici diversi, quindi un po’ di esperienza ce l’abbiamo. Il gioco ad un certo punto è cresciuto in maniera forte ed organizzato. Mi sono ritrovato sul New York Times perché Pavia era stata definita la Las Vegas italiana. Ma nei numeri non c’era questa corrispondenza. In quel momento c’è stata una rivolta dei territori per cercare di bloccare questo movimento. Si provava a risolvere in maniera disordinata e parziale. Epoca storica dannosissima. Poi si è interessato il legislatore nazionale.
Dopo 15 anni tribolati questo governo deve fare un riordino vero che superi l’approccio dei singoli territori. Spero di essere alla vigilia del riordino. Come deputato sosterrò questo. Credo che sia giusto, per un settore importante per il Paese”, ha aggiunto Alessandro Cattaneo membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.
Ettore Rosato: “La frammentazione non è giustificabile”
“Abbiamo fatto dei danni negli anni agendo singolarmente. Pensate cosa possa significare avere dei regolamenti singoli. La concessione è nazionale, per questo la frammentazione non è giustificabile.
Tutti accetterebbero di buon grado una legge nazionale. Purtroppo sulla discussione sul gioco c’è molta demagogia, invece bisogna metterci un po’ di razionalità. Anche sulle pubblicità c’è tanta ipocrisia. Da parte nostra ci sarà solo sostegno visto che questo settore è da regolamentare. Dove non c’è il gioco legale, c’è quello illegale che è controllato dalla criminalità organizzata”, ha sottolineato Ettore Rosato, Segretario Copasir, Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
Marco Alparone: “E’ arrivato il momento di normare”
“La prima riflessione è l’importanza di normare. Bisogna avere il coraggio di farlo. Poi è importante la condivisione visto che ha un impatto sui territori. Programmare gli investimenti è importante per poter partecipare alle gare su una norma definita. I tempi e i modelli di gioco cambiano. Il tema del gioco fisico ha un impatto sulle persone e ovviamente dei costi, soprattutto quando si sfocia nella patologia.
Inoltre è necessario ridefinire la logica dei luoghi, visto che il gioco si è spostato da gioco fisico ad online. Quindi dobbiamo puntare ad una riduzione delle macchine.
La norma nazionale deve dare regole che siano uniformi in tutti i territori e su questo i sindaci sono tutti d’accordo. La loro paura è l’impatto sui cittadini, per questo è bene creare delle regole come schedare i giocatori patologici così da evitare che questi possano continuare in questo fenomeno compulsivo.
È bene anche tracciare i flussi del denaro così da non sfociare solo su piattaforme estere che non portano gettito a livello nazionale. Nessuno in questi anni ha avuto il coraggio di portare a termine questa norma e spero che questo possa essere il momento giusto visto che i comuni e le regioni sono pronte ad appoggiare il governo”, ha concluso Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. ap/AGIMEG

