“L’ostacolo maggiore per il settore del gioco riguarda la comunicazione. La politica oggi non è quella di 50 anni fa che guardava a lungo termine. Oggi la politica guarda al consenso quotidiano. Se c’è un visione distorta e negativa del settore, la politica fa fatica ad intervenire perchè condizionata dall’elettorato”. E’ quanto ha detto Andrea De Bertoldi, Deputato Lega Commissione Finanze, durante il convegno organizzato da I-Com, powered by Brightstar.
“La prima battaglia da fare è quella di riuscire a comunicare al meglio. Certo non è facile. Le trasmissioni televisive non vogliono parlare di gioco, a meno che non se ne parli male. La soluzione non ce l’ho. Ma credo che sia importante affidarsi di più a una pubblicità progresso. Dobbiamo fare in modo che il messaggio che esca faccia passare il concetto che voi siete quelli che vogliono opporsi all’illegalità e alla dipendenza. Questo potrebbe accompagnarsi a modifiche normative che vi vengano incontro”, ha aggiunto.
“E’ assurdo che il riordino manchi da troppo tempo. Un sistema che finanzia lo Stato dovrebbe essere messo al più presto nel riordino, proprio nell’interesse dello Stato stesso. Ma toccare il gioco scotta, per questo anche se è di interesse si rallentano i tempi. Il payout troppo basso, in seguito agli interventi sulla tassazione, significa uno sprono alla ludopatia e un favoreggiamento all’illegalità è evidente, a chi ha un minimo di razionalità”, ha continuato.
Sul tema delle distanze e della Conferenza Stato Regioni ha aggiunto: “Io sono favorevole ad avere un’omogeneità territoriale. Le regole fondamentali dovrebbero essere registrate tutte insieme sul territorio, anche per evitare concorrenza sleale tra imprenditori. I bandi sul gioco fisico devono essere fatti velocemente, spero che vedranno la luce nel 2026, senza contrapposizione tra gli attori del gioco. Devono crescere sia le grandi sia le piccole e media imprese. Servono bandi fatti razionalmente, per permettere all’intero sistema di vivere meglio. La politica sta facendo qualcosa sul tema delle banche e della chiusura dei conti correnti. Un fatto che si vende come etica ma si qualifica come convenienza. C’è una legge al Senato, che non è stata ancora incardinata. Quando questa normativa sarà approvata su questo tema avrete un supporto. Condivido il discorso sulla tassazione, che oggi basata sul lordo non è scientificamente corretta. In questa Manovra non c’è spazio per modifiche che vadano sull’Erario. Bisogno ragionare in termini di riequilibrio, a costo zero altrimenti difficilmente si riuscirà a fare qualcosa”, ha concluso. cdn/AGIMEG

