Nel settore del gioco in Australia, l’intelligenza artificiale sta prendendo sempre più piede e viene utilizzata soprattutto per personalizzare le offerte di scommesse e per individuare attività sospette. È quanto emerge da un’indagine dell’Autorità australiana per le comunicazioni e i media (ACMA), che ha rilevato una rapida diffusione di queste tecnologie tra gli operatori del comparto.
Quote più accurate e crescita delle scommesse in tempo reale
L’intelligenza artificiale sta trasformando anche la definizione delle quote per le scommesse, grazie alla capacità di elaborare dati in tempo reale come infortuni o andamento delle partite, riducendo l’intervento umano. Tra gli operatori del settore attivi nel territorio australiano, Betfair ha registrato un miglioramento del 22% nella precisione delle quote attribuito all’uso dell’AI, mentre il gruppo Fanatics, holding di PointsBet, ha acquisito nel 2021 la società tecnologica Banach Technologies per rafforzare il segmento delle scommesse live.
Controlli rafforzati, ma emergono nuovi rischi
L’ACMA dichiara che l’uso dell’AI consente un monitoraggio continuo di transazioni e comportamenti, facilitando l’individuazione di frodi e di operazioni riconducibili a riciclaggio o a uso improprio degli account. Secondo un’indagine di Investigate Europe, alcuni chatbot generalisti avrebbero tuttavia indirizzato utenti verso siti di gioco non autorizzati, fornendo anche indicazioni per aggirare i controlli su età e registri di autoesclusione.
Tutela dei giocatori e obiettivi di mercato
L’Autorità segnala che, accanto ai possibili benefici sul fronte della sicurezza, resta il rischio che le aziende privilegino l’aumento del coinvolgimento e dei ricavi rispetto alla prevenzione dei rischi legati al gioco. Fra gli esempi analizzati, l’operatore Sportsbet ha introdotto un assistente virtuale in grado di gestire autonomamente oltre un terzo delle richieste dei suoi clienti, con un’accuratezza dichiarata del 94%. Tabcorp ha invece adottato sistemi di analisi comportamentale sviluppati con Mindway AI per individuare utenti a rischio.
Nuove sfide regolatorie
Il quadro normativo australiano si basa ancora sull’Interactive Gambling Act del 2001, legge precedente allo sviluppo delle tecnologie attuali. L’ACMA sottolinea che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione le regole esistenti, precisando però che il rapporto ha l’obiettivo di alimentare il dibattito politico e non rappresenta una richiesta immediata di riforma. fp/AGIMEG










