La Gambling Commission fa il punto sulla lotta al riciclaggio nel settore del gioco britannico. Il direttore dell’Enforcement John Pierce è intervenuto il 10 giugno alla conferenza annuale del Gambling Anti-Money Laundering Group (GAMLG), illustrando lo stato di conformità degli operatori e le criticità più ricorrenti emerse dai casi trattati. Annunciata anche la nuova valutazione del rischio di settore, attesa per luglio.
Violazioni meno gravi rispetto al passato
Pierce ha aperto con una lettura complessivamente positiva dell’evoluzione del comparto. L’antiriciclaggio resta presente nella maggior parte dei provvedimenti sanzionatori, ma l’entità delle violazioni si è ridotta nel tempo:
“Guardando al quadro della conformità dell’industria del gioco, le cose sono migliorate negli anni, anche nel mio periodo alla Gambling Commission da febbraio 2024. Restiamo molto impegnati, ma i casi che arrivano al mio team e la portata delle carenze che riscontriamo sono nel complesso meno estremi”, ha dichiarato.
Lo scollamento tra politiche e prassi
La prima criticità segnalata riguarda la distanza tra quanto gli operatori prevedono sulla carta e quanto applicano davvero, una carenza persistente sulla quale il regolatore aveva già messo in guardia:
“Troppo spesso vediamo uno scollamento tra le valutazioni del rischio e le politiche da un lato, e le procedure e i controlli messi in atto per attuarle dall’altro. Se portate via una sola cosa da questo discorso, tornate nelle vostre aziende e assicuratevi che la pratica corrisponda agli esiti delle vostre valutazioni del rischio e a quanto previsto dalle vostre politiche”.
Pierce ha citato anche la supervisione insufficiente sui controlli antiriciclaggio da parte dei titolari di Personal Management Licence (PML): “Negli ultimi anni siamo diventati più severi con i titolari di PML e questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per chiunque ne detenga una”.
Formazione e verifiche, gli errori più frequenti
Capitolo formazione, definita cruciale per intercettare i segnali di rischio. In diversi casi le verifiche documentali si sono rivelate inefficaci.
“Stiamo riscontrando carenze antiriciclaggio significative dovute a dipendenti non adeguatamente formati, incapaci di identificare a sufficienza i rischi. È accaduto ad esempio quando estratti conto o buste paga presentavano segnali d’allarme o potenziali frodi che non sono stati individuati e segnalati”, ha osservato.
Tra gli altri errori ricorrenti figurano verifiche insufficienti sui rapporti con terze parti, anche in caso di investimenti esterni o partnership in white label. Pierce ha richiamato inoltre l‘eccessivo affidamento alle soglie finanziarie, applicate senza una profilazione del rischio dei clienti prima del loro raggiungimento, e la scarsa documentazione delle motivazioni alla base delle decisioni nelle revisioni della clientela.
Un passaggio anche sull’uso dell’intelligenza artificiale nei processi antiriciclaggio: “Non siamo ideologicamente contrari alle nuove tecnologie, ma dovete essere certi che facciano ciò che è richiesto e le evidenze viste finora mostrano che troppo spesso semplicemente non garantiscono i risultati attesi”.
Le prossime pubblicazioni della Commission
La nuova valutazione del rischio della Commission su riciclaggio e finanziamento del terrorismo sarà pubblicata a luglio. Il documento terrà conto della valutazione nazionale del Governo britannico e consoliderà i rischi già identificati nelle altre pubblicazioni del regolatore.
“L’obiettivo è fornire una risorsa che l’industria possa utilizzare per orientare le proprie valutazioni del rischio”, ha spiegato Pierce. In autunno seguirà l’aggiornamento del bollettino sui rischi emergenti.
Identità digitale nei casinò
Quanto alle linee guida del Tesoro sull’identità digitale applicata all’adeguata verifica della clientela nei casinò, le indicazioni aggiornate del regolatore arriveranno dopo l’entrata in vigore delle modifiche alla normativa antiriciclaggio.
“L’identità digitale può supportare la verifica dell’identità, ma non elimina le più ampie responsabilità previste dalla normativa”, ha sottolineato Pierce. I casinò dovranno continuare a valutare il rischio dei clienti applicando dove opportuno la verifica rafforzata e resteranno in ogni caso responsabili della corretta applicazione delle misure, anche quando si avvalgono di servizi di terze parti.
Esame FATF e mercato illegale
Il regolatore è già al lavoro in vista della valutazione del Regno Unito da parte del Gruppo di azione finanziaria internazionale (FATF) prevista per il 2027, in coordinamento con altri organismi tra cui la FCA e l’HMRC. “È un’opportunità reale per noi e per l’industria per assicurarci che politiche e processi restino efficaci rispetto ai rischi di oggi”, ha detto Pierce.
Sul mercato illegale, la Commission ha accolto con favore i 26 milioni di sterline in tre anni stanziati dal Tesoro e la task force ministeriale dedicata. Nell’ultimo anno gli interventi del regolatore hanno prodotto 741 diffide a inserzionisti e operatori, 397.527 indirizzi web segnalati ai motori di ricerca con 266.667 rimozioni ottenute finora, 1.068 siti segnalati per la rimozione dagli indici e 1.134 siti oscurati o geo-bloccati.

Rischio finanziario e criptovalute
Sulle valutazioni del rischio finanziario dei giocatori, il Consiglio della Commission si è riunito a maggio per esaminare i prossimi passi, senza aver ancora completato l’analisi delle evidenze presentate. “Quando ci saranno novità, vi aggiorneremo tutti”, ha assicurato Pierce.
Infine le criptovalute: la Gambling Commission sta valutando con il proprio forum di settore un possibile percorso per consentirne l’uso come opzione di pagamento. “Se fatto nel modo giusto, potrebbe rendere a prova di futuro la nostra lotta all’attività criminale: una forza della nostra infrastruttura antiriciclaggio, anziché una debolezza”, ha concluso, precisando che il percorso dovrà rispettare gli obiettivi della licenza e la normativa antiriciclaggio e richiederà tempo. fp/AGIMEG

