Home Attualità Piemonte, si divide la maggioranza sulla legge sul gioco: la Lega frena sull’ipotesi di modificare il distanziometro

Piemonte, si divide la maggioranza sulla legge sul gioco: la Lega frena sull’ipotesi di modificare il distanziometro

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In Piemonte si apre un confronto all’interno della maggioranza di centrodestra sulla legge regionale che disciplina il settore del gioco pubblico. Dopo l’apertura del vicepresidente della Regione Maurizio Marrone a una possibile revisione della normativa, arriva la replica della Lega.

Nei giorni scorsi il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) aveva manifestato la disponibilità a valutare una revisione della normativa, con l’obiettivo di attribuire maggiori competenze ai Comuni nella regolamentazione del gioco e rafforzare la tutela delle fasce più vulnerabili, escludendo però un ritorno alla legge approvata nel 2016 durante la giunta Chiamparino.

La posizione della Lega

A questa apertura replica ora la Lega. Secondo quanto riportato da Repubblica, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale Fabrizio Ricca ritiene che, allo stato attuale, non vi siano le condizioni politiche per modificare la normativa vigente. Sempre secondo il quotidiano, Ricca avrebbe spiegato che il tema non è mai stato affrontato all’interno della maggioranza e difficilmente entrerà nell’agenda dei prossimi mesi.

L’intervento del capogruppo leghista mette così in evidenza sensibilità differenti all’interno della coalizione. Se Fratelli d’Italia si è detta disponibile ad aprire una riflessione sulla disciplina regionale, la Lega, che nel 2021 sostenne la revisione della legge sul gioco, ritiene che oggi non sia opportuno riaprire il dossier.

Secondo quanto riferisce ancora Repubblica, Ricca non esclude un eventuale irrigidimento delle regole per le nuove aperture, ma si dichiara contrario a interventi che possano incidere sulle attività già autorizzate, sottolineando la necessità di tutelare gli investimenti effettuati dagli operatori nel corso degli anni.

La proposta delle opposizioni

Sul fronte opposto resta la posizione delle opposizioni. I gruppi di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Stati Uniti d’Europa hanno depositato una proposta di legge per ripristinare l’impianto normativo del 2016, che prevedeva il distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili e limiti più rigorosi all’installazione degli apparecchi e agli orari di funzionamento.

Le forze di minoranza collegano la crescita del volume delle giocate registrata negli ultimi anni all’allentamento delle regole introdotto nel 2021. Una posizione ribadita anche dal segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, che, sempre secondo quanto riportato da Repubblica, ha accolto favorevolmente l’apertura di Marrone, chiedendo però che alle dichiarazioni seguano iniziative concrete.

Il nodo del riordino nazionale

Il confronto resta quindi aperto e si inserisce in una fase particolarmente delicata per il settore, mentre a livello nazionale è ancora atteso il riordino del gioco fisico, chiamato ad affrontare anche il tema dell’uniformità delle regole sul territorio e del rapporto tra normativa statale e discipline regionali. lp/AGIMEG

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