Riordino del gioco fisico fermo, il Piemonte cambia rotta: la Regione pronta a rivedere la legge sul distanziometro

Mentre si è in attesa del riordino del gioco fisico, per il quale lo scoglio più grande è l’approvare un distanziometro ed una regolamentazione nazionale, alcune regioni tornano sui propri passi. E’ il caso del Piemonte che, dopo anni dall’approvazione della legge regionale sul gioco, apre alla possibilità di una modifica.

Il vicepresidente Maurizio Marrone ha dichiarato la disponibilità a rivedere la normativa insieme alla maggioranza, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Comuni nella regolamentazione del settore.

La richiesta delle opposizioni e delle associazioni

Il centrosinistra e diverse associazioni hanno chiesto invece il ripristino della legge del 2016, approvata durante la giunta Chiamparino, che prevedeva il divieto di sale scommesse e apparecchi entro 500 metri dai luoghi sensibili e che aveva contribuito a ridurre il gioco.

Sul tavolo, in merito, c’è la proposta di legge firmata dai quattro gruppi di minoranza: Pd, Avs, M5S e Stati Uniti d’Europa, oltre a una proposta del pentastellato Coluccio.

Marrone: “No a diktat, più responsabilità ai sindaci”

Marrone ha escluso un ritorno al vecchio impianto normativo, ma ha riconosciuto la necessità di tutelare le fasce più vulnerabili con regole più flessibili, adattate alle diverse realtà territoriali.

“L’intenzione non è restaurare la norma del centrosinistra – ha chiarito il vicepresidente – ma tutelare le fasce deboli partendo dai dati esistenti. Credo non servano diktat ma occorra responsabilizzare i Comuni dando ai sindaci più possibilità di azione: una prescrizione non può essere valida allo stesso modo al quartiere Falchera o a Lanzo”.

Confronto aperto tra maggioranza e opposizione

Secondo le opposizioni, la crescita del volume delle giocate registrata in Piemonte è legata all’allentamento delle regole del 2021, rendendo urgente una nuova riforma.

Il confronto tra maggioranza e opposizione è quindi aperto. cdn/AGIMEG