Home Attualità Costa (Sogei): “L’AI è già al servizio del controllo del gioco pubblico e del contrasto all’illegalità”

Costa (Sogei): “L’AI è già al servizio del controllo del gioco pubblico e del contrasto all’illegalità”

Claudio Costa SogeiClaudio Costa Sogei

Il monitoraggio del gioco pubblico è già garantito da un modello regolatorio consolidato e da un’infrastruttura tecnologica capace di tracciare soggetti e attività negli ambiti regolamentati. Lo ha dichiarato Claudio Costa di Sogei durante l’incontro “Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione”, nuovo appuntamento con l’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG, “Giocare da grandi”.

“Vorrei partire da un punto fondamentale: oggi il monitoraggio del gioco pubblico è già garantito da un modello di regolamentazione consolidato, in vigore da diversi decenni, che si è dimostrato particolarmente efficace. Questo sistema si basa su un’infrastruttura tecnologica che consente di tracciare in modo puntuale tutti i soggetti coinvolti e tutte le attività di gioco svolte negli ambiti regolamentati”.

Un’infrastruttura attiva 24 ore su 24

L’infrastruttura è composta, innanzitutto, dai sistemi informatici dei circa 230 concessionari autorizzati, che hanno la responsabilità dell’offerta di gioco e rappresentano l’interfaccia diretta con il giocatore. A questi si affiancano i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sviluppati e gestiti in costante integrazione con quelli dei concessionari.

Si tratta di un’infrastruttura operativa 24 ore su 24 che gestisce circa 27 miliardi di transazioni all’anno, raccogliendo un patrimonio informativo estremamente rilevante.

Questi dati alimentano le banche dati dell’Agenzia, che oggi comprendono informazioni relative a circa 50 mila operatori economici, tra concessionari, esercenti, produttori e organismi di verifica, oltre ai dati di oltre 50 mila punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Per ciascun punto vendita sono disponibili informazioni amministrative e geografiche che consentono anche la georeferenziazione e il monitoraggio territoriale.

Gioco online: 17 milioni di conti attivi

Per quanto riguarda il gioco online, che è l’unico segmento non anonimo, le banche dati contengono informazioni relative a circa 17 milioni di conti di gioco attivi. Di questi, circa la metà risulta effettivamente movimentata, riconducibile a poco più di 4,5 milioni di giocatori.

Questo patrimonio informativo consente all’Agenzia non solo di governare efficacemente il settore, ma anche di svolgere attività di controllo sugli operatori e sui giocatori, verificando il rispetto delle regole.

L’analisi dei dati permette inoltre di individuare comportamenti anomali, monitorare l’andamento dei volumi di gioco e sviluppare modelli previsionali utili a stimare gli effetti di eventuali modifiche normative, fornendo così un supporto sia all’Agenzia sia ai decisori politici.

Su questa base sono state sviluppate numerose applicazioni di business intelligence che oggi vengono progressivamente arricchite con strumenti di intelligenza artificiale.

Monitoraggio del gioco fisico e indicatori territoriali

Per il gioco fisico, ad esempio, sono state realizzate piattaforme messe a disposizione non solo dell’Agenzia, ma anche di Regioni, Province e Comuni che ne fanno richiesta. Questi strumenti consentono di monitorare costantemente l’offerta di gioco sul territorio, visualizzare su mappa la distribuzione dei punti vendita e conoscere le diverse tipologie di gioco presenti.

Sono stati inoltre sviluppati indicatori che aiutano a interpretare il fenomeno del gioco. Tra questi vi sono la propensione al gioco della popolazione, la diffusione dell’offerta e la spesa pro capite, calcolata sia a livello nazionale sia regionale, provinciale e comunale.

Prendendo come riferimento il 2025, la raccolta complessiva ha raggiunto circa 165 miliardi di euro. Al netto delle vincite, la spesa effettiva dei giocatori è stata pari a 21,8 miliardi, di cui circa 16 miliardi riferiti al gioco fisico. Rapportando quest’ultimo dato alla popolazione maggiorenne si ottiene una spesa media nazionale di circa 324 euro pro capite all’anno.

L’aspetto più interessante è però osservare come questo indicatore vari sul territorio: si passa da circa 150 euro in Valle d’Aosta a circa 400 euro in Campania. Analogamente, è possibile confrontare questi dati con quelli relativi alla densità dell’offerta, ad esempio il numero di apparecchi ogni mille abitanti. La media nazionale è pari a 5,7 apparecchi ogni mille abitanti, ma anche in questo caso emergono differenze significative tra le diverse regioni.

La disponibilità di dati così dettagliati, integrati anche con i risultati di studi e ricerche come quelli presentati durante l’incontro, permette quindi di analizzare il fenomeno del gioco a livello nazionale, regionale e comunale, sia nel suo complesso sia nei singoli comparti.

Online, chip dumping e match fixing sotto osservazione

Costa ha richiamato infine l’attenzione sul gioco online. Anche in questo settore sono già operative soluzioni che monitorano i comportamenti dei giocatori attraverso strumenti avanzati di analisi dei dati, tra cui database a grafo.

Queste tecnologie consentono, ad esempio, di individuare fenomeni di chip dumping nel poker online, ossia situazioni in cui due giocatori si affrontano sistematicamente, con uno che perde sempre a favore dell’altro e spesso per importi analoghi. Si tratta di schemi che possono nascondere trasferimenti di denaro mascherati da attività di gioco e che vengono individuati proprio grazie all’analisi delle relazioni tra i giocatori.

Allo stesso modo, sono stati sviluppati strumenti dedicati all’individuazione di possibili casi di match fixing, attraverso l’analisi di grandi volumi di dati che consentono di segnalare all’Agenzia eventuali anomalie riconducibili alla manipolazione fraudolenta di eventi sportivi.

“In conclusione, desidero sottolineare un aspetto importante: nel settore del gioco pubblico, analisi dei dati, business intelligence e intelligenza artificiale non rappresentano una prospettiva futura, ma una realtà già operativa. Oggi queste tecnologie vengono semplicemente arricchite con strumenti sempre più evoluti, con l’obiettivo di contrastare l’illegalità e rafforzare i principi di legalità, trasparenza e tracciabilità su cui si fonda l’attuale sistema di regolamentazione”. fp/AGIMEG

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