Il riordino del gioco online, le nuove concessioni e le continue evoluzioni normative sono stati al centro dell’intervento di Salvo Vullo, ceo KOGEM, durante la tavola rotonda “Riordino gioco fisico: che mercato sarà? Online tra politica e sviluppi socio-economici”, in corso all’Università di Salerno.
Nel suo intervento, Vullo ha evidenziato come il mercato del gioco online stia vivendo una fase di forte trasformazione, iniziata già negli anni scorsi con il lungo iter del bando per le nuove concessioni. “Il mercato del gioco online è ancora adesso in forte evoluzione”, ha spiegato.
Secondo il CEO di Kogem, uno degli effetti più evidenti della nuova gara è stato il drastico ridimensionamento del numero degli operatori presenti sul mercato. “ADM alla fine ha avuto ragione con i numeri che si era prefissato di raggiungere, 50 concessioni al costo di 350 milioni, quindi 7 milioni ciascuno. È un mercato diverso, perché sono diminuiti i concessionari”, ha dichiarato.
Vullo ha poi sottolineato come l’intero comparto stia affrontando un’evoluzione continua sotto il profilo tecnologico e operativo. “Sta cambiando ancora oggi perché c’è un’evoluzione interna che riguarda tutto il comparto del gioco online, compresa quella di natura tecnologica. Quando parliamo di online parliamo di tecnologia, di piattaforme, di software, di sistemi di pagamento e di investimenti”, ha affermato.
Tra i temi affrontati anche quello relativo all’obbligo di destinare lo 0,2% degli utili alle iniziative sul gioco responsabile. “Tra questi c’è il discorso dello 0,2% sugli utili del concessionario che devono essere investiti sul gioco responsabile”, ha ricordato.

Tuttavia, secondo Vullo, stanno emergendo anche alcune criticità legate ai costi delle attività che vengono proposte agli operatori. Da qui la necessità, secondo Vullo, di valutare attentamente l’efficacia reale degli investimenti richiesti. “Investimenti di 700.000 euro per piattaforme e sviluppo”, ha detto Vullo, soffermandosi sulle difficoltà operative legate ai continui rinvii e cambiamenti normativi.
Vullo ha poi evidenziato anche il ritardo sulle certificazioni delle nuove piattaforme di gioco. “Basti pensare che ci sono 50 concessionari ma ad oggi credo nessuno abbia la certificazione delle nuove piattaforme di gioco”, ha spiegato.
Il CEO di Kogem ha richiamato la necessità di un maggiore confronto tecnico tra istituzioni e operatori del settore. “Momenti di confronto, tavole rotonde, interlocuzioni tra concessionari e istituzioni sono davvero importanti, soprattutto in questo momento di cambiamento”, ha concluso. sb/AGIMEG

