La deputata Letizia Giorgianni (FdI) ha rivolto al Ministro della Giustizia un’interrogazione alla Camera sul funzionamento e sull’efficacia delle azioni collettive e rappresentative a tutela dei consumatori.
Al centro dell’atto le criticità segnalate dall’associazione Codici, con riferimento anche alla comunicazione commerciale nel gioco online e al rimborso dei costi del credito in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti.
Contesto e problematiche segnalate
L’associazione dei consumatori Codici ha evidenziato diverse difficoltà operative nell’utilizzo di tali strumenti, tra cui:
- complessità nei criteri di ammissibilità;
- costi elevati e tempi procedurali lunghi;
- disomogeneità nell’applicazione delle norme tra i diversi uffici giudiziari.
Tra gli ambiti di maggiore impatto vengono indicati la comunicazione commerciale nel gioco online e il rimborso dei costi del credito in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti. “Tra le materie interessate dalle segnalazioni figurano, a titolo esemplificativo, il diritto dei consumatori alla riduzione del costo totale del credito in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti e la tutela rispetto a forme di pubblicità o comunicazione commerciale nel settore del gioco a distanza”, si legge nel testo dell’interrogazione.
Le richieste al Ministro della Giustizia
Nel dettaglio, l’interrogazione chiede al Ministro:
- Consapevolezza: sapere se il Ministero sia a conoscenza delle criticità segnalate.
- Dati statistici: ottenere i dati ufficiali sul numero di procedimenti avviati, il loro esito, tra ammissibilità, rigetto, accoglimento e conciliazione, la durata media e le eventuali discrepanze statistiche tra i vari tribunali.
- Interventi futuri: sapere se si intenda avviare un monitoraggio nazionale e quali iniziative normative o organizzative il Governo intenda adottare per garantire un accesso alla giustizia più semplice, omogeneo ed economico per i consumatori.
Il testo integrale dell’interrogazione
“Il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 28, adottato in attuazione della direttiva (Ue) 2020/1828, ha rafforzato la disciplina delle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, prevedendo la possibilità per gli enti legittimati di richiedere provvedimenti inibitori e compensativi;
la direttiva (Ue) 2020/1828 richiede agli Stati membri di assicurare la disponibilità di meccanismi processuali effettivi, idonei a migliorare l’accesso dei consumatori alla giustizia e a garantire un elevato livello di protezione degli interessi collettivi;
l’Associazione Codici – Centro per i diritti del cittadino, ente rappresentativo dei consumatori e soggetto legittimato all’esercizio delle azioni rappresentative, ha segnalato alcune difficoltà applicative e operative riscontrate nell’utilizzo di tali strumenti;
le questioni rappresentate riguarderebbero, in particolare, la complessità dei presupposti di ammissibilità, la durata delle diverse fasi processuali, i costi necessari per promuovere le azioni e la non sempre uniforme applicazione degli istituti processuali nei diversi uffici giudiziari;
tra le materie interessate dalle segnalazioni figurano, a titolo esemplificativo, il diritto dei consumatori alla riduzione del costo totale del credito in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti e la tutela rispetto a forme di pubblicità o comunicazione commerciale nel settore del gioco a distanza;
le segnalazioni ricevute pongono una questione di carattere generale, distinta dal merito delle singole decisioni giudiziarie, relativa al concreto funzionamento degli strumenti di tutela collettiva e alla loro effettiva accessibilità da parte dei consumatori e degli enti legittimati;
appare pertanto utile acquisire dati ufficiali, completi e comparabili sul numero delle azioni promosse, sugli esiti della fase di ammissibilità, sulle modalità di definizione dei procedimenti e sulla loro durata media, al fine di verificare l’attuazione della riforma e l’eventuale presenza di criticità di natura organizzativa, economica o procedurale;
un monitoraggio nazionale consentirebbe, inoltre, di valutare se le azioni di classe e le azioni rappresentative siano utilizzate in misura adeguata e se le finalità perseguite dal legislatore nazionale ed europeo trovino concreta realizzazione –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle difficoltà applicative e operative segnalate dagli enti legittimati all’esercizio delle azioni rappresentative;
quali siano i dati aggiornati in merito al numero dei procedimenti ex articoli 840-bis e seguenti del codice di procedura civile e 140-ter e seguenti del codice del consumo iscritti, dall’entrata in vigore delle rispettive discipline, presso i tribunali italiani competenti, nonché quanti dei predetti procedimenti si siano conclusi con una dichiarazione di ammissibilità, una dichiarazione di inammissibilità, un rigetto, un accoglimento, una conciliazione o altra modalità di definizione, indicando, ove disponibili, anche la durata media della fase di ammissibilità e dell’intero procedimento;
se siano disponibili dati comparabili relativi ai diversi uffici giudiziari e se da tali dati emergano significative differenze statistiche negli esiti o nella durata dei procedimenti;
se il Ministro della giustizia intenda effettuare, per quanto di competenza, una ricognizione nazionale, esclusivamente statistica e organizzativa, sul funzionamento delle azioni di classe e delle azioni rappresentative, al fine di valutare l’effettiva attuazione del decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 28 e, dunque, quali iniziative normative di competenza il Governo intenda adottare per assicurare che la disciplina nazionale delle azioni rappresentative trovi un’applicazione effettiva e coerente con gli obiettivi della direttiva (Ue) 2020/1828, garantendo ai consumatori e agli enti legittimati un accesso concreto e non eccessivamente oneroso agli strumenti di tutela collettiva”. cdn/AGIMEG

