Nicholas Emiliou, avvocato generale presso la Corte di Giustizia Europea, ha emesso un parere in relazione a una causa per perdita di crediti sportivi intentata in Germania. L’avvocato generale era stato interpellato dalla Corte federale di giustizia tedesca per un parere.
L’analisi della questione
Il caso in questione riguarda una causa intentata contro l’operatore di gioco Tipico nel tentativo di recuperare le perdite subite quando il gioco online non era autorizzato in Germania. Il caso è stato deferito alla Corte di giustizia dell’Unione europea nel luglio 2024.
Emiliou ha affermato che, secondo il parere della Corte di giustizia dell’UE, gli operatori di gioco devono conformarsi alle norme locali in materia di licenze negli Stati membri dell’UE, a condizione che tali requisiti siano in linea con i principi del blocco sulla libera circolazione.
Interpretando l’articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), ha dichiarato: “Qualora uno Stato membro richieda una licenza per la fornitura di determinati servizi sul proprio territorio, e tale requisito sia di per sé compatibile con l’articolo 56 TFUE, le autorità nazionali, compresi i tribunali, hanno il diritto di far rispettare tale requisito nei confronti di un operatore che abbia fornito servizi senza la licenza richiesta“.
La conclusione della CGE

L’Avvocato Generale ha di fatto chiarito che gli Stati membri mantengono il diritto di stabilire le proprie normative in materia di gioco, riconoscendo le “significative differenze morali, religiose e culturali tra gli Stati membri” in termini di trattamento riservato al gioco.
“Le autorità nazionali restano autorizzate, per quanto riguarda il proprio territorio nazionale, ad adottare le disposizioni normative che ritengono opportune per tutelare i consumatori da tali rischi, a condizione che venga rispettato il principio di proporzionalità“, ha affermato.
Il parere della Corte di giustizia dell’UE si limita ad affrontare uno specifico punto del diritto dell’Unione europea e non fornisce una soluzione al caso, che dovrà ancora essere deciso dal tribunale tedesco.
QUI IL PARERE COMPLETO DELL’AVVOCATO GENERALE DELLA CGE
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