La Spillemyndigheden, l’autorità danese di regolamentazione del gioco, ha pubblicato il rapporto annuale sul gioco illegale relativo al 2025. Il documento evidenzia un anno di forte intensificazione della vigilanza, con 334 siti bloccati tramite il tribunale di primo grado, il numero più alto mai raggiunto.
Nel 2025 altri 36 siti hanno rimosso o adattato la propria offerta dopo il contatto diretto con l’autorità. Secondo la Spillemyndigheden, la crescita dei numeri rispetto agli anni precedenti riflette il maggiore impegno nell’attività di controllo e non necessariamente un’espansione del mercato illegale nel Paese.
Quando il gioco è illegale in Danimarca
Il rapporto ricapitola anzitutto il quadro normativo. In Danimarca serve una licenza per offrire qualsiasi gioco in cui la partecipazione richieda una puntata di valore economico e metta in palio vincite, con un esito che dipende almeno in parte dal caso. Un’offerta è illegale quando avviene senza autorizzazione della Spillemyndigheden ed è rivolta al mercato danese.
Per stabilire se un sito si rivolga alla Danimarca l’autorità valuta la presenza di elementi come la lingua danese, la valuta danese, sistemi di pagamento funzionanti solo nel Paese, la precompilazione dei campi con Danimarca o con il prefisso +45 in fase di registrazione, l’utilizzo della piattaforma Steam per accedere al sito, il reindirizzamento automatico verso pagine di gioco illegale, oppure una composizione dell’offerta pensata per il pubblico danese, come le scommesse sulle serie calcistiche minori del Paese.
La legge vieta inoltre l’intermediazione verso il gioco illegale, ovvero qualsiasi attività finalizzata a organizzare o diffondere la partecipazione a giochi senza licenza, inclusi i link verso i siti degli operatori. Vietata anche la pubblicità, che comprende la ricezione di sponsorizzazioni da parte di operatori illegali in cambio di promozione o menzioni positive.
Gli strumenti sanzionatori
Quando individua un sito illegale, la Spillemyndigheden contatta il proprietario, se identificabile, con una diffida che intima di cessare l’offerta o l’intermediazione. In molti casi il dialogo è sufficiente a far cessare la violazione.
Quando invece l’offerta prosegue o il proprietario non è rintracciabile, l’autorità può chiedere al tribunale il blocco del sito presso i provider internet danesi. Resta inoltre la possibilità di presentare denuncia alla polizia, alla quale passa la gestione del procedimento, oppure di ricorrere a ingiunzioni e richiami formali per le violazioni già cessate.
L’individuazione dei siti e l’efficacia dei blocchi DNS
Per monitorare il mercato online la Spillemyndigheden collabora con l’unità antifrode dell’agenzia fiscale danese, la Skattestyrelsen, che nel 2025 ha condotto tre ricognizioni portando all’attenzione dell’autorità 695 siti potenzialmente illegali. Il team di analisi di mercato dell’autorità effettua inoltre proprie ricerche monitorando l’andamento del gioco dei danesi sui siti senza licenza, anche attraverso i dati di traffico web di Semrush, società specializzata in ottimizzazione per i motori di ricerca. Ulteriori segnalazioni arrivano dai cittadini.
Il rapporto documenta anche l’efficacia dei blocchi DNS. Solo nel giugno 2025 sono stati oscurati 178 siti illegali: nei sei mesi successivi al blocco le visite dalla Danimarca a queste pagine sono diminuite di circa il 34% rispetto ai sei mesi precedenti. L’autorità precisa che la precisione dei dati Semrush può variare da sito a sito e che su alcune pagine non si è registrato alcun calo, ma il dato complessivo conferma che il blocco DNS resta uno strumento efficace per ridurre il traffico degli utenti danesi verso l’offerta senza licenza.
Diffide in calo, blocchi in forte crescita
Le diffide inviate agli operatori sono state 197 nel 2025, in lieve calo rispetto alle 214 del 2024. Una singola diffida può riguardare più siti riconducibili allo stesso proprietario. Di segno opposto l’andamento dei blocchi ottenuti in tribunale, saliti da 162 nel 2024 a 334 nel 2025, più che raddoppiati in un solo anno.
Quanto ai siti individuati dall’unità antifrode della Skattestyrelsen, nel 2025 ne sono stati segnalati 695, contro i 1.388 del 2024. Il rapporto precisa tuttavia che il dato non indica necessariamente una riduzione del fenomeno: il picco di 2.709 siti registrato nel 2021 era dovuto a una ricognizione più ampia, che comprendeva anche siti già individuati in precedenza.
Mirror-sites bloccabili senza nuova ordinanza del tribunale
Una delle principali novità riguarda i cosiddetti mirror-sites, copie identiche di siti già bloccati che riappaiono sotto un dominio leggermente diverso: l’esperienza di navigazione resta la stessa e il giocatore spesso non si accorge del cambio di indirizzo.
Per contrastare il fenomeno la Spillemyndigheden ha aggiornato l’accordo di collaborazione con Teleindustrien, l’associazione danese dei provider internet. La nuova intesa introduce il blocco dinamico: quando un tribunale ha già giudicato illegale il contenuto di un sito, l’autorità può far oscurare le sue copie speculari senza dover ottenere una nuova ordinanza, poiché non serve un nuovo pronunciamento su un contenuto identico ospitato sotto un altro dominio. Così, il meccanismo riduce il tempo in cui il sito illegale resta accessibile agli utenti danesi e rende più rapido l’intero processo di blocco.
Gruppi chiusi su Discord e abuso di siti comuni
Il rapporto segnala poi una tendenza in crescita: la condivisione di gioco illegale avviene sempre più spesso all’interno di gruppi chiusi su piattaforme di messaggistica come Discord e Telegram, dove circolano link e promozioni verso siti senza licenza oppure vengono organizzati giochi in violazione della legge. L’autorità invita i cittadini a segnalare questi gruppi per consentire l’attività di vigilanza.
Un’altra criticità riguarda lo sfruttamento di siti web comuni, estranei al mondo del gioco, i cui sottodomini vengono trasformati in pagine che rinviano a operatori illegali. In questi casi la Spillemyndigheden contatta il proprietario del sito quando è possibile individuarlo, ma non può intervenire con il blocco, poiché la normativa consente di oscurare soltanto interi siti e non singoli sottodomini. L’autorità suggerisce ai gestori di verificare periodicamente se il proprio dominio compare nei motori di ricerca associato a termini come casino o betting.

Il gioco illegale sul territorio
Sul fronte del gioco fisico, nel 2025 la Spillemyndigheden è stata coinvolta in procedimenti relativi a 25 esercizi in cui erano installate slot con vincite in denaro prive di autorizzazione.
Quanto al poker, i tornei pubblici possono svolgersi legalmente con apposita licenza rilasciata dall’autorità, mentre l’organizzazione di partite senza licenza con vincite economiche rilevanti ricade negli articoli 203 e 204 del codice penale danese: la competenza per le ispezioni spetta quindi alla polizia, che l’autorità può affiancare su richiesta. Nel 2025 non si sono registrati casi in cui la Spillemyndigheden abbia assistito le forze dell’ordine in ispezioni presso circoli privi di licenza.
La Spillemyndigheden prevede infine di pubblicare nel corso del 2026 un rapporto dedicato al tasso di canalizzazione, l’indicatore che misura la quota della spesa nel gioco online riconducibile agli operatori autorizzati e quindi soggetti alle regole del Paese. fp/AGIMEG

