Il riordino del gioco fisico italiano approda nel dibattito europeo. Il presidente di SAPAR Sergio D’Angelo e il vicepresidente vicario Patrizio Perla si sono recati il 14 luglio 2026 al Parlamento europeo di Bruxelles per una serie di incontri istituzionali, con l’obiettivo di rappresentare fuori dai confini nazionali le criticità vissute dalle imprese del comparto terrestre e a individuare nuovi interlocutori istituzionali. A ricostruire i contenuti degli incontri è stato lo stesso D’Angelo in un’intervista esclusiva a SiGMA News, in un articolo a firma Tony Colapinto, nella quale ha indicato i dossier su cui l’Associazione intende lavorare nei prossimi mesi.
Importante condividere il riordino e timori sul futuro bando
Il primo tema affrontato a Bruxelles riguarda la riforma del comparto terrestre, rimasto escluso dalla prima fase del riordino avviata con il decreto legislativo n. 41/2024, dedicata al gioco a distanza. “Il riordino deve essere più partecipato e più condiviso, coinvolgendo tutte le piccole e medie aziende italiane ed europee che oggi operano nella filiera del gioco fisico“, ha dichiarato D’Angelo a SiGMA News. Secondo quanto riportato dalla testata, SAPAR chiede che il confronto sulla riforma includa anche i gestori, le imprese che si occupano di installazione, manutenzione e funzionamento degli apparecchi.
Sul futuro bando per la rete fisica, non ancora adottato in forma definitiva, SAPAR ha espresso preoccupazione per un’impostazione ritenuta più onerosa rispetto alle gare del 2004 e del 2011. “Parliamo di soggetti che, per decenni, hanno contribuito alle entrate erariali generate dal comparto“, ha spiegato il presidente. D’Angelo ha invitato a misurare il valore economico di una gara non solo sul prezzo di ingresso pagato dai concessionari: “Dovrebbe considerare anche la sostenibilità della raccolta, la continuità delle imprese, l’occupazione, il presidio territoriale e il gettito generato nell’intero periodo concessorio“.
Offerta illegale online e dipendenze: “Ventisette normative diverse”
Il presidente della Sapar ha poi posto la questione del controllo dei mercati digitali, dove gli operatori possono spostarsi con facilità da un Paese all’altro. “Il gioco online cresce in modo esponenziale e, come accade in tutti i mercati in espansione, anche l’offerta illegale si trasferisce sulle piattaforme digitali“, ha osservato D’Angelo, secondo cui “ogni euro sottratto a uno Stato è un euro sottratto al welfare“.
Sul fronte della prevenzione delle dipendenze da gioco, il tema che il presidente ha definito personalmente il più importante, SAPAR ha evidenziato la frammentazione normativa dell’Unione: “Oggi operiamo in un mercato europeo, ma in materia di tutela contro le dipendenze da gioco abbiamo ventisette normative diverse“. Come riporta SiGMA News, l’Associazione auspica una maggiore convergenza europea, attraverso standard minimi condivisi, sistemi interoperabili e criteri comuni per riconoscere i comportamenti problematici.
Focus sugli apparecchi senza vincita e nuovo appuntamento a Bruxelles a fine 2026
Capitolo a parte per gli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, disciplinati in Italia dall’articolo 110, comma 7, del TULPS. Per D’Angelo si tratta dell’ambito in cui l’armonizzazione europea sarebbe più raggiungibile: “Trattandosi di prodotti destinati esclusivamente all’intrattenimento, sarebbe più facile raggiungere un accordo tra gli Stati membri e costruire un mercato unico nell’intera Unione“. Il presidente ha segnalato anche i limiti del quadro nazionale: “In Italia abbiamo un parco macchine vetusto perché, a differenza di altri Stati europei, partiamo da una normativa costruita nei primi anni Duemila, che oggi fatica a stare al passo con i nuovi prodotti tecnologici offerti dal mercato“.
Al termine degli incontri l’Associazione si è impegnata a inviare nelle prossime settimane un documento tecnico sullo sviluppo del mercato europeo degli apparecchi da intrattenimento, con e senza vincita in denaro. SAPAR prevede inoltre di tornare a Bruxelles entro la fine del 2026 per proseguire il confronto e presentare le proprie proposte. fp/AGIMEG










