Giochi: ecco le distanze dai luoghi sensibili per ogni singola regione

Il settore dei giochi legali in Italia resta regolato da un quadro normativo complesso e frammentato. AGICAssociazione Gioco e Intrattenimento in Concessione –, in un documento dedicato alla riforma del settore dei giochi presentato oggi alla stampa, evidenzia le differenze territoriali nell’applicazione del distanziometro.

Dopo una fase iniziale di gestione centralizzata da parte dell’AAMS – ricorda AGIC -, negli ultimi anni Regioni e Comuni hanno introdotto proprie norme, soprattutto per motivi di tutela della salute pubblica, limitando la localizzazione e gli orari dei punti di gioco. Questa sovrapposizione di regole locali ha creato un sistema disomogeneo che, come evidenziato anche dal Consiglio di Stato, ostacola la programmazione della rete di gioco e l’indizione delle gare per le concessioni retail.

AGIC riporta nel documento una mappatura chiara e immediata di come le singole Regioni applichino il distanziometro, evidenziando una disparità che va dai 250 metri fino ai 500 metri, fino ai casi di criteri variabili.

Le fasce metriche previste dai regolamenti regionali e comunali

Le limitazioni territoriali imposte dai regolamenti regionali e comunali si dividono principalmente in quattro fasce metriche standard, a cui si aggiunge un gruppo di Regioni con criteri flessibili.

agic distanziometro

Limite massimo: 500 metri

È la fascia più restrittiva e anche quella adottata dal maggior numero di territori. In queste Regioni, l’attività deve essere posizionata a mezzo chilometro di distanza da qualsiasi sito protetto:

  • Emilia-Romagna
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Lombardia
  • Molise
  • Sardegna
  • Toscana
  • Umbria
  • Valle d’Aosta

Fascia intermedia alta: 400 metri

Un caso isolato nel panorama nazionale, che si colloca a metà strada tra i limiti più severi e le maglie più larghe:

  • Veneto

Fascia intermedia: 300 metri

Un raggio d’azione scelto da tre Regioni del Centro-Nord e del Sud:

  • Abruzzo
  • Liguria
  • Trentino-Alto Adige

Limite minimo standard: 250 metri

La distanza più ridotta tra quelle fisse, applicata principalmente in tre grandi Regioni del Centro-Sud:

  • Lazio
  • Puglia
  • Campania

Regioni con criteri variabili

Un discorso a parte va fatto per un gruppo di Regioni che ha scelto di non adottare una misura unica per tutto il territorio regionale. In queste zone, la distanza minima varia in base al numero di abitanti del Comune in cui si intende avviare o esercitare l’attività:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Marche
  • Piemonte
  • Sicilia

In questi territori, la densità abitativa locale diventa il fattore chiave per calcolare la fattibilità urbanistica di un punto gioco. cdn/AGIMEG