Home Attualità Gara slot e vlt, convegno a Roma: “Allarme per un possibile bando che favorisce i grandi operatori e che mette a rischio tante PMI italiane, con gravi conseguenze anche per l’Erario ed i giocatori più fragili. Pronti ad impugnare la gara”

Gara slot e vlt, convegno a Roma: “Allarme per un possibile bando che favorisce i grandi operatori e che mette a rischio tante PMI italiane, con gravi conseguenze anche per l’Erario ed i giocatori più fragili. Pronti ad impugnare la gara”

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La tavola rotonda ‘Le nuove regole del gioco. A tutela di legalità, giocatori, imprese, occupazione ed entrate erariali’ che si è svolta alla Camera, ha stimolato un confronto fra le diverse forze politiche ed alcuni rappresentanti degli operatori di raccolta di gioco legale (in particolare l’Avv. Geronimo Cardia Presidente dell’Associazione dei Concessionari ACADI; il Dr. Francesco Gatti Vice Presidente dell’Associazione degli operatori – SAPAR; il Dr Marco Zega, Direzione Affari Istituzionali Concessionario Codere Italia), che rappresentano oltre il 50% della filiera del mercato nazionale.

Riordino del territorio e regolamentazioni regionali: impatti e prospettive per il gioco fisico

L’incontro è stato programmato anche in vista delle annunciate ed attese modifiche regolamentari del comparto di gioco fisico:

– Il riordino del territorio (in accordo con le Regioni) per uniformare le diverse regolamentazioni regionali e comunali in particolare per quanto riguarda orari di accesso e distanze dai c.d. luoghi sensibili che però sono ancora previste essenzialmente solo per gli apparecchi;

– I principi regolatori dei bandi di gara per il rilascio delle nuove concessioni di raccolta di gioco fisico, mediante apparecchi da intrattenimento AWP (o slot da bar) e VLT (installati in sale dedicate), diritti bar, sale VLT, agenzie scommesse e Bingo.

– Le misure ponte di riequilibrio di alcuni parametri per tenere a galla il comparto del territorio fisico per anticipare gli effetti del riordino che si vedranno non prima del 2028 Il tutto a completamento di quanto disposto dalla delega fiscale 2023, in scadenza ad agosto 2026, dopo che è stata anticipata a Novembre 2025 l’assegnazione delle concessioni di raccolta di giochi online.

Bando concessorio gioco: cresce l’incertezza tra le imprese italiane

I rappresentanti degli operatori presenti hanno segnalato che, pur in assenza di comunicazioni ufficiali, indiscrezioni giornalistiche e dichiarazioni del Vice Ministro del MEF, Maurizio Leo sul possibile quadro regolatorio del nuovo bando concessorio, hanno creato un allarme crescente nella filiera del comparto riferibile alle PMI Italiane, in totale assenza di incontri istituzionali ritualizzati con le associazioni di categoria.

Infatti, al contrario di quanto inizialmente prospettato (assegnazione di un lotto minimo di apparecchi e locali ad un prezzo prestabilito con un limite di concentrazione di mercato pari al 25% – come per l’ultimo bando che ha emesso le concessioni ancora operanti in regime di proroga) la proposta prevedrebbe: – una riduzione drastica di punti ed apparecchi da assegnare col criterio del massimo rialzo; – la concentrazione massima di mercato aumentata dal 25 al 35/40%.

Tale quadro, se confermato, comporterà inevitabili gravi conseguenze per l’Erario, per le imprese ed per gli stessi giocatori, specie quelli più fragili.

La sfida delle PMI nelle concessioni

E’ infatti evidente che con un innalzamento dei valori di partecipazione, l’acquisizione pressochè integrale delle concessioni si concentrerebbe in due o 3 concessionari muniti di capitali ed accesso al credito illimitati (partecipati da fondi di investimento esteri), in totale spregio ai principi di libera concorrenza (art. 41 Cost.) e proporzionalità, richiamati anche dalla normativa Comunitaria e dunque fortemente criticabili anche in sede di opposizione ai bandi.

Tutte le altre imprese, sia concessionari di più ridotte dimensioni che imprese di gestione e raccolta, diffusi capillarmente sul territorio, e che ad oggi rappresentano oltre il 50% del mercato, sarebbero inevitabilmente “schiacciate” da una tale disparità finanziaria e di potere contrattuale e dalle conseguenti prevedibili azioni di dumping commerciale; per la difficoltà (in molti casi impossibilità) di ammortizzare gli elevatissimi costi di partecipazione ai bandi e la conseguente fuoriuscita dal mercato, con le gravi ricadute sul piano occupazionale (in un comparto che stima circa 150.000 addetti in totale), sulla contrazione degli investimenti, sui presidi di legalità e sulla tenuta delle entrate erariali.

L’ascesa del gioco online in Italia

I colossi in grado di “comprare” le Concessioni in un regime oligopolista ridotto a 2 o 3 soggetti, sono gli stessi che detengono circa il 70% delle quote del mercato di raccolta di gioco on-line. E così si continuerebbe a favorire lo spostamento del gioco terrestre sul gioco on-line che già adesso sta registrando una crescita esponenziale a discapito del gioco fisico, come comprovato dai dati ufficiali degli ultimi anni, specie dopo l’emergenza pandemica e le costanti restrizioni imposte alla raccolta di gioco mediante apparecchi da oltre un decennio (per continui innalzamenti di prelievo erariale, limitazioni di orari, campagne no-slot , imposizione di distanze etc). Con un prelievo erariale derivante dal gioco on-line di gran lunga inferiore a quello degli apparecchi (passato dal 54% del residuo della raccolta dopo il pagamento delle vincite ad oltre il 70% nel quadro attuale e una percentuale di vincita di molto superiore rispetto a quella riservata ai giocatori che frequentano bar e sale giochi del comparto terrestre).

A titolo esemplificativo si forniscono i seguenti dati ufficiali a dimostrazione delle modifiche strutturali in corso sulla raccolta di gioco legale in Italia (dati in miliardi di euro):

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Concentrazione di mercato e perdita di lavoro nel settore del gioco in Italia

Pertanto, una gara a queste condizioni determinerebbe uno sbilanciamento di potere contrattuale nella linea dei concessionari ed il progressivo passaggio della raccolta dal gioco fisico a quello telematico (che comprende scommesse sportive, casino’ games, poker e slot identiche a quelle presenti nei locali), favorito dalla possibile concentrazione del mercato in chi ha il controllo di territorio e on line.

E ciò, comporterà una drastica progressiva riduzione delle entrate erariali con annullamento dell’effetto gara, un incremento dei proventi privati dei beneficiari, in grado così di ammortizzare in pochi anni gli esborsi effettuati per l’aggiudicazione delle concessioni, un aumento della durata del tempo di gioco degli utenti, la penalizzazione dei concessionari on line privi di una rete fisica ove offrire servizi multicanale, uno squilibrio nei rapporti di forza con l’Amministrazione, la perdita di posti di lavoro, l’ulteriore riduzione dei margini delle filiere dei gestori e degli esercenti. Il tutto a discapito: dell’erario, della tutela degli utenti, degli operatori della filiera fatta da imprese medio piccole italiane di raccolta, compresi i concessionari più piccoli.

E con la progressiva riduzione del gioco fisico si ridurranno i presidi di legalità e controllo mentre i giocatori più fragili cresceranno in misura significativa, sia perché attratti dai punti di gioco che sfuggono al controllo statale, sia dal gioco on-line che non prevede limitazioni di orari, distanze e limiti di giocate.

Tavola rotonda: garantire legalità, equilibrio delle entrate e tutela dei giocatori

Quindi gli operatori presenti al convegno auspicano che la tavola rotonda possa offrire un importante momento di confronto tecnico e politico che parta dalle evidenze numeriche e dagli errori commessi negli ultimi anni, al fine di garantire gli obiettivi della delega fiscale: un riequilibrio delle entrate erariali, la tutela della legalità e dei giocatori, ma anche delle migliaia di piccole e medie imprese e di addetti che operano in Italia, secondo i principi di libera concorrenza in libero mercato.

Ciò che è necessario adesso è istituzionalizzare da subito un ascolto di tutte le categorie che rappresentano gli operatori ed una valutazione preventiva degli effetti che le misure che si stanno mettendo in campo possono produrre ai diversi livelli di interesse pubblico. cdn/AGIMEG

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