Forum Acadi, Marasco (Logico): “Gioco pubblico e regolamentazione, le norme vanno valutate dagli effetti reali”

Al Forum Acadi 2026 ha preso la parola anche Logico, l’associazione dei concessionari del gioco online in procinto di entrare nel sistema Confcommercio. Il presidente Moreno Marasco è intervenuto oggi a Roma, nella sede della Confederazione, nella sessione riservata alle categorie del sistema confederale.

Valutare le regole non solo per i loro nobili obiettivi dichiarati, ma per l’impatto concreto che generano su mercato, utenti e operatori. È questo il cuore del dibattito sulla riforma del settore del gioco pubblico in Italia secondo Marasco. Un’efficace politica regolatoria richiede un cambio di paradigma: serve una normativa matura e misurabile, in grado di calcolare le reali ricadute economiche e sociali ed evitare derive indesiderate.

Online e territorio: il nodo del mancato coordinamento

Uno dei primi punti critici emerge dal mancato coordinamento tra il riordino del gioco online e quello del territorio. La domanda dei consumatori non segue le rigide categorie giuridiche fissate dal legislatore.

Ridurre o riallocare l’offerta senza una visione d’insieme rischia di produrre l’effetto opposto a quello sperato: impoverire il mercato legale e spingere gli utenti verso l’offerta illegale.

“Il mancato coordinamento tra il riordino dell’online e quello del territorio è un primo esempio: la domanda non ragiona secondo le categorie giuridiche del legislatore e una sua eventuale riduzione o riallocazione deve essere valutata anche in funzione degli effetti sul mercato legale e sull’offerta illegale”, ha specificato.

Tutela dell’utente e contrasto all’illegalità: agire sui flussi finanziari

Il rapporto tra tutela del giocatore, legalità e regole deve puntare su strategie di contrasto dirette ed efficaci. Per combattere davvero il gioco illegale occorre intervenire sui flussi finanziari e i sistemi di pagamento. “E’ importante – ha detto – intervenire sui flussi finanziari e sui pagamenti, a monte e non a valle”.

Allo stesso modo, la riflessione sulla comunicazione e sul divieto di pubblicità evidenzia come la sostenibilità e la reputazione dell’intero comparto debbano, per Marasco, sempre precedere gli interessi economici individuali dei singoli operatori.

L’impatto sociale della regolamentazione del mercato: analisi e criticità

“L’impatto sociale delle regole è un tema centrale, sul quale ci si concentra poco rispetto ad altri aspetti. Due componenti dello stesso mercato, online e fisico, hanno subito quadri normativi scoordinati sul piano sociale ed economico. Non si può pretendere che un utente scelga in base a categorie giuridiche: l’utente è interessato all’offerta disponibile e complessiva. È il legislatore che deve ragionare su come pensa l’utente, non il contrario.

Come per gli apparecchi e per il Decreto Dignità, bisognava ragionare sulla differenza tra percezione ed effetti reali. Durante la pandemia, l’online sarebbe dovuto crescere del 1.000% se la domanda fosse stata tutta lì, ma così non è stato: è cresciuto solo del 20%. È stato l’illegale a intercettare la domanda”, ha detto.

L’impatto operativo e la scadenza delle concessioni GAD

Oltre alle ricadute socio-economiche, le normative, ha specificato Marasco, comportano una complessità operativa spesso sottovalutata. Un caso emblematico è rappresentato dalle nuove regole tecniche per le concessioni GAD (Gioco a Distanza): “l’impatto operativo della regolamentazione, è spesso sottovalutato ma è capace di produrre a sua volta conseguenze sociali ed economiche. L’imminente scadenza del 13 novembre per l’attivazione delle nuove regole tecniche delle concessioni GAD rappresenta un esempio emblematico: a un anno dalla loro adozione, il settore non appare ancora pienamente pronto alla loro concreta applicazione”, ha detto.

“Le norme richiedono investimenti e tempi di adeguamento. A un anno dal nuovo regime concessorio, operatori e concessionari affrontano ancora un percorso tortuoso. Bisogna valutare la concreta attuabilità delle norme. Non basta neppure oscurare su internet i siti: bisogna agire a monte, bloccando i pagamenti verso gli operatori illegali”, ha aggiunto.Moreno Marasco presidente LOGICO

“Le restrizioni non bastano, serve responsabilità e innovazione”

“Il settore non deve limitarsi a chiedere regolamentazioni efficaci, ma deve contribuire alla sua evoluzione. Serve anche una grande responsabilità collettiva: la reputazione è un capitale comune da non compromettere. Una regolamentazione matura deve ovviamente tenere conto di salute pubblica, occupazione e sostenibilità economica. La maturità si misura dalla qualità dei risultati che le regole producono, non dalla quantità.

Le restrizioni non funzionano – ha continuato -. Bisogna attuare misure ponte e pensare alla sperimentazione degli apparecchi. Bisogna dimostrare che è possibile produrre sistemi per l’utente che siano attenti alla salute pubblica.

Dobbiamo monitorare che non arrivino ulteriori aumenti di tassazione. Stiamo attenti con le proroghe: le subiamo, non le abbiamo chieste. Dato il riordino non superato, le proroghe non ci devono penalizzare dal punto di vista economico”.

Per una regolazione matura e misurabile

In conclusione, – secondo Marasco – il settore del gioco richiede una regolazione più evoluta, capace di analizzare con precisione gli effetti reali prodotti su:

  • Domanda di gioco dei consumatori

  • Garanzia di legalità e contrasto al sommerso

  • Tutela concreta degli utenti

  • Sostenibilità operativa ed economica per gli operatori

“Solo una norma che misura ciò che concretamente produce può garantire un equilibrio duraturo all’intero sistema. Dobbiamo combattere le misure esistenti che fanno chiudere le sale. Le autorità di riferimento, MEF e ADM, devono ricominciare a intervenire ad adiuvandum nei ricorsi presentati dagli operatori nei tribunali. È necessario avere una Consulta permanente, in modo da poter parlare formalmente di questi temi”, ha concluso. fc/AGIMEG