Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Flutter SEA, è intervenuta durante la quinta edizione di Futures, sottolineando il ruolo strategico dell’AI nei processi decisionali, nella relazione con i clienti e nella governance aziendale.
In un settore fortemente regolamentato, l’attenzione non è rivolta solo all’efficienza operativa, ma anche alla sostenibilità e alla tutela delle persone, come dimostra lo sviluppo di una soluzione interna dedicata al gioco responsabile.
L’AI come tecnologia strategica
“In azienda abbiamo capito che l’AI non è una normale tecnologia, perché entra nei processi decisionali, va a contatto con il consumatore, entra nei gangli con cui regoliamo l’impresa. Qual è allora la modalità di approccio più corretta? La sperimentazione andava bene, ma oggi non è più la soluzione ottimale”, ha detto Folladori.
Governance, sostenibilità e gioco responsabile
“Operiamo in un settore in cui la governance e il framework normativo hanno un peso decisivo. Quando penso a cosa questo significhi in pratica, si va oltre i casi d’uso nello sviluppo software e nelle customer operations, con applicazioni trasversali a molti settori e legate alla relazione con il cliente. Per noi conta ancora di più la sostenibilità. Lo sviluppo di cui andiamo più orgogliosi è una soluzione interna dedicata al gioco responsabile, pensata per renderci il più possibile proattivi nella tutela delle persone.
Alla trasformazione ci prepariamo come già stiamo facendo. L’AI sta diventando pervasiva e sembra più semplice di quanto sia: nel momento in cui si guarda a come viene utilizzata, dentro i processi decisionali, non basta misurare l’adozione”, ha aggiunto.
Competenze e formazione
“Lavoriamo allora su due piani. Il primo sono le competenze: l’efficacia si raggiunge formando per mestiere, intervenendo sui singoli ruoli e mostrando come l’AI possa aiutare in una funzione specifica, penso all’area finance.
Non ci fermiamo qui, perché abbiamo una forte vocazione all’innovazione e vogliamo che le persone sappiano pensare oltre, con programmi dedicati a consapevolezza e leadership e con figure che chiamiamo employee coach. L’anno scorso abbiamo formato circa 1.200 persone, quest’anno puntiamo a formarne 2.000″, ha detto.
Il governo dell’AI
“Il secondo piano è il governo dell’AI. Parte dall’adozione, che resta un livello di base: conta che tutti abbiano accesso allo strumento e sappiano davvero cosa farne. Arriva poi alla misurazione, decisiva perché le aziende hanno bisogno di numeri e non soltanto di racconti. Stiamo passando dalla misurazione dei singoli use case a quella del contesto, dentro un framework di riferimento, ed è qui che la sostenibilità ci aiuta moltissimo”, ha specificato.
Competitività, Europa e regolamentazione
“Sulle condizioni per la competitività, l’Italia da sola rischia di essere un orizzonte limitante. Lavorando su più paesi con Flutter SEA, conosciamo l’importanza della scala: serve agire sul piano locale avendo chiaro l’ecosistema regionale. Sulla regolamentazione si racconta che solo l’Europa lo faccia, ma i fatti dimostrano ampiamente il contrario. C’è però un elemento positivo della regolamentazione europea su cui fare leva, perché crea fiducia, ed è un capitale prezioso. Più che Italia, quindi, in Europa servono scala, capitali e competenze, e come Europa non ci mancano capacità industriale, talento, ricerca e capitali. Rispetto agli Stati Uniti possiamo portare qualcosa in più, la fiducia. Rispetto alla Cina ci manca invece la velocità. Ed è la velocità che diventa necessaria.
La domanda è – ha concluso – come mettere il sistema produttivo e quello istituzionale nelle condizioni di collaborare rapidamente con la ricerca universitaria, per recuperare il ritardo soprattutto sulla parte di base, ora che le alleanze sono diventate più fluide. Serve una regolamentazione abilitante, fatta di chiarezza e rapidità, per non arrivare dopo il mercato. Servono persone capaci di andare oltre la sola competenza tecnica, in grado di leggere gli impatti dell’AI, penso ai giuristi e ai manager. E poiché parliamo di velocità, dobbiamo smettere di limitarci ai tavoli di lavoro e passare alla collaborazione concreta nell’esecuzione dei progetti”. fp/AGIMEG

