Il rispetto del divieto di vendita ai minori non è negoziabile. Di fronte alla pressione quotidiana del lavoro, è fondamentale che ogni tabaccaio consideri la verifica del documento come una priorità assoluta per tutelare l’attività e la concessione di vendita.
La frenesia del servizio al banco – tra tabacchi, liquidi da inalazione, prodotti da gioco e servizi – può portare, talvolta, a trascurare un elemento cruciale: l’età dell’acquirente. Tuttavia, il rischio associato a questa negligenza è troppo elevato per essere ignorato. Ricorda FIT – Federazione Italiana Tabaccai.
Prodotti vietati ai minori di 18 anni: tabacco, E-Cig e giochi pubblici
La normativa vigente impone chiare restrizioni che non ammettono eccezioni.
Non si possono vendere ai minori di 18 anni:
– prodotti del tabacco: sigarette, trinciati, tabacco riscaldato, etc…
– sigarette elettroniche e liquidi, inclusi quelli privi di nicotina;
– stick aromatizzati senza tabacco;
– sacchetti di nicotina (nicotine pouches);
– Gratta e Vinci e qualsiasi altro gioco pubblico con vincita in denaro.
Sappiamo bene che il problema principale è la difficoltà di valutare l’età a vista, data la precocità con cui molti giovani assumono un aspetto maturo.
Divieto di vendita ai minori: le regole e le sanzioni per i tabaccai
In questo contesto, il documento d’identità non è un’opzione, ma l’unico strumento di difesa che il tabaccaio ha a disposizione.
Se un cliente appare manifestamente di età inferiore ai 18 anni o si è incerti sulla sua maggiore età, l’azione immediata è una sola: richiedere l’esibizione di un documento valido. Questo è un diritto e un dovere del tabaccaio.
Non è accettabile «provare a indovinare» l’età e non importa se perdete qualche secondo o se il cliente si infastidisce: state proteggendo la vostra attività.
La violazione del divieto di vendita ai minori comporta conseguenze estremamente severe per una tabaccheria, che vanno ben oltre le pesanti sanzioni pecuniarie.
Rivendita Tabacchi: come evitare la sospensione e la revoca della licenza
La tabaccheria è un’attività gestita in virtù di una concessione statale ed è soggetta a rigidi controlli.
Un accertamento da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, una segnalazione documentata o persino un’inchiesta mediatica come è già successo in passato, possono innescare un processo che culmina nella sospensione della licenza e, nel caso di reiterazione, nella sua revoca definitiva. Anni di lavoro e l’integrità della reputazione dell’attività possono essere compromessi per una singola inosservanza.
Per garantire che nella rivendita si osservino le prescrizioni normative sui divieti di vendita ai minori, si raccomandano due azioni prioritarie:
– richiedere sistematicamente un documento di identità valido a tutti i clienti la cui età non sia palesemente maggiorenne, rendendo la verifica un passaggio obbligato della vendita;
– assicurarsi che tutti i collaboratori della rivendita siano ben informati e sensibilizzati sulla normativa e sulle gravi implicazioni che una violazione comporta.
Agire con rigore nel rispetto della legge – continua FIT – è l’unica strategia efficace per salvaguardare la propria concessione, la reputazione e l’integrità dell’intera categoria.
La corretta gestione dei distributori automatici
Il rispetto della normativa che vieta la vendita di prodotti da fumo e da gioco ai minori rappresenta un obbligo categorico per tutti, sia nella vendita diretta all’interno della tabaccheria, sia, in modo altrettanto vincolate, nella commercializzazione tramite distributori automatici.
Nonostante l’Agenzia delle Dogane abbia da tempo diramato disposizioni operative chiare, il tema della corretta gestione dei distributori automatici è sempre di grande attualità e merita costante attenzione.
La normativa è inequivocabile: l’installazione e il funzionamento dei distributori automatici è consentita solo ed esclusivamente a condizione che siano dotati di un sistema di controllo dell’età dell’acquirente.
Questo controllo, necessario per garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori, deve avvenire attraverso un «sistema di lettura automatica di documenti contenenti l’indicazione anagrafica degli utenti». In sostanza, sul distributore deve essere installato un sistema di age control.
Il sistema di lettura automatica dei documenti anagrafici presente nei distributori automatici riguarda non solo i tabacchi, ma si estende anche alle sigarette elettroniche ed ai liquidi di ricarica, con o senza nicotina, ai sacchetti di nicotina (nicotine pouches), agli stick aromatizzati senza tabacco ed ai prodotti da gioco con vincita in denaro (quali, ad esempio, i Gratta e Vinci).
Ma quali documenti sono validi?
L’Amministrazione ammette «unicamente l’utilizzo di documenti rilasciati dalle Pubbliche Amministrazioni contenenti l’età anagrafica del possessore».
Rientrano in questa fattispecie: la carta di identità, la tessera sanitaria, ma anche ogni ulteriore documento rilasciato da un’Amministrazione Pubblica e contenente dati anagrafici (come, ad esempio, la patente di guida o la patente nautica).
Il tabaccaio – conclude FIT – è il responsabile ultimo dell’osservanza del divieto di vendita ai minori e, di conseguenza, del corretto funzionamento del proprio distributore automatico.
Adottare queste misure non solo tutela i minori, ma solleva il rivenditore da severe sanzioni. cdn/AGIMEG

