Trasformare il gioco responsabile da semplice obbligo a progetto concreto di tutela del consumatore, utilizzando un linguaggio immediato e strumenti tecnologici capaci di riconoscere tempestivamente i comportamenti a rischio. È questo il percorso delineato durante la presentazione di “Cartellino Blu”, la nuova campagna di Fastbet dedicata alla consapevolezza nel gioco.
All’incontro, moderato dal direttore di Agimeg Fabio Felici, sono intervenuti Giorgio Aprile, direttore generale di Replatz, Matteo Fantinelli, direttore di Hoop, l’agenzia che ha ideato la campagna, e Fabio Da Re, amministratore di Replatz ed esperto di gioco online.
Il Cartellino Blu richiama il linguaggio dello sport con un segnale che invita a fermarsi quando una passione diventa esagerazione. Al centro della campagna c’è l’idea che il gioco debba rimanere una forma di intrattenimento con al primo posto la tutela della persona.
Aprile: “Una campagna basata su responsabilità, consapevolezza e divertimento”
Ad aprire il confronto è stato Giorgio Aprile, che ha spiegato come la campagna nasca dalla volontà di dare continuità a un percorso costruito intorno alla responsabilità, alla consapevolezza e al divertimento.
“Il Cartellino Blu vuole essere il nostro sesto senso in maniera più pragmatica – ha spiegato Aprile -. Tutti noi quotidianamente abbiamo una vocina che ci avvisa quando stiamo facendo qualcosa che non va bene. Per me questo è il sesto senso, che non percepiamo quando siamo all’interno di qualcosa che ci appassiona, che può essere una passione nel lavoro, una passione in un rapporto sentimentale o una passione nel gioco.
A questo punto ci serve qualcuno che ci aiuta. Il soggetto che ci aiuta è l’arbitra, Giulia, che per noi è una figura di riferimento. Perché una donna? Perché il sesto senso è per natura femminile e quindi abbiamo scelto Giulia come riferimento funzionale a questa campagna. Giulia rappresentava in tutto e per tutto quelli che sono i valori di Fastbet e quindi il fatto di divertirsi mentre si lavora. Divertirsi, non giocare, per noi è il punto di riferimento”.
“Vogliamo trasformare il giocatore in una persona che si diverte. È un concetto importante, perché il nostro giocatore deve avere lo stimolo per approcciarsi al gioco e divertirsi nel gioco”, ha dichiarato Aprile.
“Questa impostazione, nel mondo del gioco, è rivoluzionaria. Non ci interessa il giocatore che gioca a tutti i costi, ma ci interessa il giocatore che arriva sulla nostra piattaforma perché ha voglia di divertirsi”, ha aggiunto.
Il direttore generale di Replatz ha quindi richiamato il rapporto tra gioco e sport, entrambi legati a una dimensione di svago che non dovrebbe essere misurata esclusivamente attraverso il risultato.
“Quando dico a mia madre che scendo in cortile a giocare, lei mi dice: ‘Vai a divertirti’. Lo sport è divertimento e deve essere divertimento. Questo è per noi un punto importante: vogliamo che il nostro giocatore continui a giocare perché si diverte”.
L’obiettivo di Replatz è quindi rivolgersi non soltanto a utenti, ma a persone con interessi e passioni precise, capaci di vivere lo sport in maniera equilibrata.
“Vogliamo trasformare gli utenti in individui, in persone appassionate di sport che si avvicinano allo sport in maniera sana, per il puro piacere di divertirsi”, ha sottolineato Aprile.
Lo stesso principio è stato applicato alla costruzione del progetto Fastbet.news. “E’ un nuovo modo di vedere lo sport, con l’ironia e il divertimento che sono aspetti primari dell’informazione. Non andremo quindi su schemi classici come “chi ha segnato più gol”, ma sul rovescio della medaglia, tipo “chi ne ha sbagliati di più”. Insomma, un’informazione diversa, particolare e basata sull’ironia”.
Fantinelli (Hoop): “La campagna viaggia su due binari paralleli”
Matteo Fantinelli ha illustrato la struttura della campagna e le attività predisposte per diffonderne i contenuti. Il progetto è on air dal 31 agosto e punta a raggiungere un pubblico ampio attraverso più strumenti di comunicazione.
“La campagna è on air dal 31 agosto e segue due binari paralleli. Da una parte c’è tutta l’attività concentrata sulla veicolazione del gioco responsabile attraverso i canali digitali”, ha spiegato il direttore di Hoop.
“La campagna e lo spot sul gioco responsabile sono partiti ad agosto, con un accordo che coinvolge YouTube 360, per cercare di raggiungere il pubblico italiano nei diversi spazi digitali. Il target è molto ampio: non c’è la volontà di intercettare esclusivamente un pubblico specifico, ma portare il messaggio a una platea molto ampia”.
“Fast Lane e Cartellino Blu non sono messaggi opposti ma vanno entrambi nella direzione della consapevolezza del giocatore”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Fantinelli ha riguardato la relazione tra il concept “Fast Lane”, legato alla velocità e alla capacità di anticipare il mercato, e il Cartellino Blu, che invita invece a rallentare e a concedersi una pausa.
“Non sono due concetti opposti, ma due aspetti assolutamente complementari. Fast Lane è il payoff di partenza e sottolinea la velocità, la prontezza e il fatto di essere un passo avanti rispetto a ciò che il mercato vuole raccontare”, ha chiarito.
“Dall’altra parte, vivere velocemente non significa vivere senza regole o mettere a rischio la propria salute. Il punto cardinale del Cartellino Blu è proprio la possibilità di prendersi una pausa quando qualcosa ci prende la mano e diventa necessario fermarsi un attimo”.
Il Cartellino Blu non riguarda quindi esclusivamente il gioco, ma assume un significato più ampio, applicabile allo sport e agli altri comportamenti della vita quotidiana.
Il direttore di Hoop ha spiegato anche come sia nata la figura femminile protagonista della campagna: “All’inizio si era ragionato sul Cartellino Blu, che è stato il primo elemento. Successivamente, dal confronto con Giorgio, Fabio, Alessia e le altre persone coinvolte nel progetto, è nata l’idea di un’arbitra capace di rappresentare il tema del prendersi una pausa”.
Da Re: “Grazie alle nuove tecnologie e soprattutto all’AI ci sono più strumenti per prevenire il gioco problematico”
L’intervento di Fabio Da Re si è concentrato sul contributo che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possono offrire alla tutela dei giocatori.
“La tecnologia ci darà un grandissimo supporto nel controllo del gioco responsabile. Accanto alla campagna di informazione stiamo costruendo un sistema che possa aiutarci nel mondo del gambling ad avere la possibilità di capire quando il giocatore diventa realmente problematico”, ha dichiarato.
Da Re non ha fornito dettagli tecnici sul sistema in fase di sviluppo, ma ha spiegato che il progetto nasce dall’esigenza di individuare tempestivamente le situazioni nelle quali il comportamento di gioco rischia di superare i limiti.
“Siamo molto attenti a tutto ciò che può uscire dai confini di un comportamento corretto e, per questo, abbiamo ritenuto molto interessanti le potenzialità dell’intelligenza artificiale per i nostri obiettivi”, ha precisato.
“In questo momento stiamo cercando di capire come aiutare il giocatore a darsi dei limiti. Immaginiamo che, quando quei limiti verranno superati, possa comparire il Cartellino Blu per avvertirlo che è arrivato il momento di fermarsi. Questa è la parte in più del progetto che vedremo più avanti”.
Da Re ha affrontato anche il tema della tutela dei minori e della necessità di verificare non soltanto l’autenticità dei documenti, ma anche che l’effettivo utilizzatore del conto di gioco coincida con il titolare registrato.
“Attraverso gli strumenti che abbiamo a disposizione accertiamo che il documento sia reale e possiamo intercettare anche comportamenti che ci fanno capire che l’utilizzatore del conto potrebbe non essere la persona indicata”, ha spiegato.
“Possiamo dire che, ancora una volta, stiamo cercando di essere un passo avanti e di offrire il migliore servizio possibile a chi utilizza il conto correttamente”.
“Il gioco responsabile non deve essere soltanto un obbligo ma una nuova opportunità”
La scelta di investire nel Cartellino Blu non nasce, secondo Da Re, esclusivamente dalla necessità di rispettare gli obblighi previsti per gli operatori.

“L’istinto aiuta, ma per essere istintivi serve anche un minimo di esperienza. Dietro questa campagna c’è sicuramente una parte di ricerca, anche se il mio ruolo resta quello dell’operatore”, ha affermato.
“Ho un obbligo: devo realizzare una campagna sul gioco responsabile. Ma questo obbligo può diventare l’opportunità per presentare un argomento nuovo e andare sul mercato con una nuova visione del gioco. Questa campagna va esattamente nella direzione del gioco responsabile”.
Il Cartellino Blu esiste già nello sport: “Un invito a fermarsi prima del rosso”
Nel corso degli interventi conclusivi è stato ricordato come il Cartellino Blu sia già utilizzato in alcune competizioni sportive del Centro Sportivo Italiano.
“È realmente un cartellino che viene utilizzato per dire: ‘Fermati un attimo’, per far capire che forse si sta superando il limite ed evitare di arrivare al cartellino rosso”, è stato sottolineato durante il confronto.

Anche la scelta cromatica è stata giudicata coerente con il messaggio: “Il blu è un colore che tranquillizza, trasmette calma ed è rassicurante. La campagna è molto immediata e di grande impatto”.
A chiudere l’incontro è stato il richiamo alla frase che sintetizza il significato dell’intero progetto: “Ogni passione non deve mai diventare una dipendenza”.
“Credo che in questa frase sia racchiuso il senso dell’iniziativa. I fenomeni non devono essere ignorati, ma governati. La campagna mette al centro prima di tutto la persona e il consumatore: questo è l’aspetto che voglio sottolineare”. sb/AGIMEG

