Usa, per Corte Suprema divieto federale sulle scommesse è “incostituzionale”. Volano i titoli delle società di scommesse

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il divieto federale sulle scommesse è incostituzionale. La Corte era stata chiamata ad esprimersi sul caso del New Jersey contro i quattro principali campionati sportivi pro, la NCAA e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. La Corte ha annullato la sentenza della Terza Sezione della Corte d’Appello che ha bloccato il piano del New Jersey di autorizzare le scommesse legali nei casinò e negli ippodromi di Atlantic City. Con sei voti a favore e tre contro, la Corte Suprema ha deciso quindi che la legge federale chiamata Professional and Amateur Sports Protection Act non fa delle scommesse sportive un crimine federale dando così ragione al New Jersey secondo cui la legge era un’intrusione del governo federale a scapito dei diritti di uno Stato. Secondo la Corte Suprema, la legge del 1992 consente al Congresso di regolare le scommesse sportive ma il Congresso non puo’ decidere come gli Stati devono regolare i propri cittadini in questo campo. Per la American Gaming Association: “La decisione della Corte Suprema è una vittoria per milioni di americani che vogliono scommettere sugli sport in modo sicuro e regolamentato. Ora è possibile per gli stati creare un mercato di scommesse sportive che protegga i consumatori, preservi l’integrità dei giochi, rafforzi le forze dell’ordine per combattere il gioco illegale. L’AGA sta lavorando a stretto contatto con le parti interessate per garantire che le nuove politiche statali includano aliquote fiscali ragionevoli e regolamentazioni sensibili”. In seguito a tale decisione, i titoli di gruppi attivi nel gioco sono balzati al rialzo. Caesars Entertainment vola di quasi il 6% al Nasdaq. MGM Resorts International avanza dell’1% al Nyse. Nell’over the conter corrono anche gruppi britannici come William Hill (+11%) e Paddy Power Betfair (+12%). lp/AGIMEG