Migliaia di esercenti scrivono al Governo. ECCO LE LETTERE inviate. “La nuova tassa metterà in gravissima difficoltà le nostre famiglie. Fate marcia indietro, non ce la facciamo più”

Monta la protesta degli esercenti delle sale di scommesse. Dopo aver fatta suonare ieri gli allarmi in tutta Italia, migliaia di esercenti hanno deciso di far sentire ancora la loro voce in segno di protesta contro la nuova tassa dello 0,75 su raccolta delle scommesse prevista nel “Decreto Rilancio” e che potrebbe mettere in ginocchio il settore. Agimeg ha avuto copia delle lettere che stanno inviando via email migliaia di esercenti agli esponenti del Governo.
“Gentile Onorevole, sono una delle decine di migliaia di persone che trae il proprio sostentamento famigliare dalla gestione dei punti scommesse riconosciuti dallo Stato. La proposta normativa emersa in queste ore di destinare lo 0,75% delle giocate delle scommesse sportive per alimentare il “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” metterà in condizioni di gravissima difficoltà me e la mia famiglia, in un momento in cui siamo già in ginocchio perché le attività da cui traiamo il reddito famigliare sono chiuse da due mesi, senza una data di riapertura e con la cassa integrazione in corso. Lo sport è importante, ma non può essere tutelato a spese della dignità del lavoro altrui e facendo perdere a migliaia di famiglie i propri mezzi di sostentamento. Certi di un Suo interessamento, chiediamo che il Governo faccia al più presto marcia indietro e che possiamo continuare a mantenerci con il nostro lavoro e non con i sussidi dello Stato. Non ce la facciamo più! Grazie”.
“Sono una delle decine di migliaia di persone che trae il proprio sostentamento famigliare dalla gestione delle Agenzie di scommesse riconosciuti dallo Stato. La proposta del Governo emersa in queste ore di destinare lo 0,75% della raccolta delle scommesse sportive per alimentare il “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” metterà in condizioni di gravissima difficoltà me e la mia famiglia, in un momento in cui siamo già in ginocchio perché le attività da cui traiamo il reddito famigliare sono chiuse dal 8 Marzo, ancora senza una data di riapertura e con la cassa integrazione in corso. Lo sport e’ importante, ma non può essere tutelato a spese della dignità del lavoro altrui e facendo perdere a migliaia di famiglie i propri mezzi di sostentamento. Chiediamo che il Governo faccia al più presto marcia indietro, e che possiamo continuare a mantenere con il nostro lavoro, con una imminente riapertura, e non con i sussidi dello Stato. Sono costretto a mandare questa email, avente una esclusiva finalità di protesta e senza alcuna volontà di arrecare disturbo, poiché in questo periodo di emergenza sanitaria tuttora in corso, pur vivendo questo notevole disagio della dignità personale, non sono consentite altre forme di protesta, né sotto forma di assembramento, né per raccolta di firme”.

Ovviamente ci sono anche tanti esercenti che hanno scritto lettere diverse ma sempre sullo stesso tema ed inviandole via email agli esponenti del Governo. lp/AGIMEG