“Noi come Moige ci occupiamo dei minori di 18 anni. Abbiamo presentato alla Camera un’indagine su oltre 2mila minori per verificare come spesso hanno accesso ad alcool e porno. Adesso ci concentriamo sul gioco d’azzardo e i dati che ne emergono sono preoccupanti”. Questo quanto dichiarato da Antonio Affinita, Direttore Generale Moige, in occasione della quarta edizione dell’Enada Workshop 2025, organizzato da IEG insieme all’associazione Sapar.
“Noi crediamo che un settore legale come il gioco debba essere… legale. E quando il gioco è praticato da un minorenne, il gioco diventa istantaneamente illegale. Sono d’accordo a dire che i distanziometri sono una stupidaggine. Ma se effettivamente si impedisce ai minori di accedere al gioco con vincita in denaro.
I controlli effettuati dalle forze dell’Ordine e dall’Agenzia dei Monopoli sono tanti, ma è necessario che ci sia un grosso senso di responsabilità da parte degli operatori perché far giocare i minori è qualcosa che rovina l’intero comparto. Ed è quello che fa la differenza con chi opera fuori della legalità. Non si può certo mettere un poliziotto davanti a ogni slot ma è indispensabile che siano gli stessi operatori ad essere consapevoli che lavorano su un prodotto complesso, difficile, che può creare dipendenza… E il minore non deve accedere! La parola d’ordine è “responsabilità”. Facciamo una riflessione e cerchiamo di approfondire le tematiche insieme senza criminalizzare”.
“Il mio è un appello sperando che nelle prossime indagini potremo rilevare un vero e proprio cambio di rotta, anche creando un tavolo che vada oltre la repressione ma che porti alla consapevolezza che per guadagnare qualche euro in più non si può portare questa macchia all’intero settore”, ha concluso. gpm/AGIMEG










