Home Attualità Emilie Jirsch: “A iGB L!VE parlerò dell’opposto dell’intelligenza artificiale: l’importanza della connessione umana e della comunità”

Emilie Jirsch: “A iGB L!VE parlerò dell’opposto dell’intelligenza artificiale: l’importanza della connessione umana e della comunità”

Emilie Jirsch DabbleEmilie Jirsch Dabble

Emilie Jirsch è Chief Marketing Officer di Dabble, dove guida le strategie di brand e marketing in Australia, Stati Uniti e Regno Unito. Con oltre 16 anni di esperienza all’incrocio tra sport, intrattenimento e scommesse, ha contribuito allo sviluppo di marchi come Stan Sport, Rugby Australia, Sportsbet e William Hill.

In vista del suo intervento a iGB L!VE, intitolato “The Human Connection: How Dabble Built a Betting Community in the Digital-First Age” (1° luglio, ore 12:10-12:30), Jirsch riflette sulle sfide e sulle opportunità di trasformare le scommesse da una semplice transazione economica a un’esperienza di intrattenimento basata su una autentica connessione umana.

In che misura e in che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando il settore?

“Nel settore delle scommesse, gran parte di ciò che offriamo è ormai standardizzato: tutti propongono mercati sugli eventi sportivi e i veri elementi di differenziazione restano il prodotto, il marchio e, in parte, le promozioni”.

“Ci stiamo avvicinando a uno scenario in cui non serviranno più dodici mesi per replicare una nuova funzionalità introdotta da un concorrente, ma potrebbero bastare due settimane. Di conseguenza, tutti gli operatori finiranno per offrire prodotti molto simili e perderanno questo vantaggio competitivo”.

“Per questo motivo il marchio diventerà più importante che mai, perché rappresenterà l’unico vero elemento distintivo, capace di creare una connessione autentica con le persone”.

Le nuove tendenze

Quali altre tendenze stanno influenzando il settore?

“Una delle trasformazioni più significative riguarda le motivazioni che spingono le nuove generazioni a scommettere”.

“Per tutti gli utenti con più di 30 anni, la principale ragione per giocare è sempre stata il guadagno economico o la possibilità di vincere denaro. Per la prima volta questa tendenza è cambiata: la Generazione Z indica come principale motivazione il divertimento e l’intrattenimento”.

“Di conseguenza, l’attenzione non è più rivolta esclusivamente alle quote o alla transazione economica, ma a come coinvolgere questo pubblico attraverso esperienze di intrattenimento. Questo sta costringendo gli operatori a ripensare sia la propria offerta di prodotto sia le strategie di marketing per attrarre le fasce più giovani”.

Quali saranno, secondo lei, i principali temi di discussione a iGB L!VE, tra opportunità e sfide per il settore?

“Naturalmente l’intelligenza artificiale sarà uno degli argomenti dominanti, ma lascerò che siano gli altri a parlarne. Io affronterò il tema opposto: l’importanza della connessione umana e del senso di comunità”.

“I mercati delle previsioni rappresentano oggi un’opportunità interessante, ma resta da capire per quanto tempo continueranno a esserlo”.

“La sfida più rilevante resta comunque quella normativa. Diventa sempre più difficile orientarsi in un contesto regolatorio in continua evoluzione e mantenere la redditività, a causa dell’aumento dei costi di acquisizione dei clienti e della maggiore pressione fiscale”.

“Questa situazione sta favorendo la crescita degli operatori offshore, che stanno sottraendo quote di mercato agli operatori autorizzati. In Australia, ad esempio, assisteremo dal prossimo anno all’entrata in vigore di regole molto più severe sulla pubblicità del gioco”.

“In questo settore non ci si annoia mai” ha concluso Jirsch. sm/AGIMEG

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