Emilia-Romagna, dalla Regione oltre 3,2 milioni di euro alle Aziende sanitarie per iniziative di contrasto alla ludopatia

Percorsi familiari, sportelli d’ascolto, laboratori nelle classi, attività di formazione per genitori e docenti. E ancora, gruppi terapeutici e di mutuo aiuto, iniziative in collaborazione con centri antiusura e sportelli sovra-indebitamento.

L’Emilia-Romagna continua a rafforzare il proprio impegno nella lotta al gioco d’azzardo attraverso il Piano d’azione contro la ludopatia 2022-2024: la Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha approvato la ripartizione delle risorse alle Aziende sanitarie del territorio, da Piacenza a Rimini, per l’attuazione di iniziative di sensibilizzazione, prevenzione, formazione e assistenza, pari a oltre 3,2 milioni di euro. Più di 10 milioni di euro considerando gli ultimi 3 anni.

Informare i cittadini sui rischi legati al gioco d’azzardo a partire dai più giovani, e dalle scuole. Formare il personale, sanitario ed anche educativo, delle associazioni, a riconoscere i segnali legati alla ludopatia, promuovendo una responsabilità sociale diffusa. E poi far conoscere alle persone e consolidare ulteriormente la rete per il trattamento – integrato sanitario e sociale – del giocatore e dei suoi familiari: si tratta di interventi ambulatoriali e residenziali, svolti in collaborazione con Aziende sanitarie ed Enti privati accreditati del Sistema di cura delle dipendenze patologiche, dei servizi sociali, degli Enti locali e delle associazioni che gestiscono gruppi di auto mutuo aiuto.

Sono questi, in sintesi, i principali obiettivi del Piano d’azione contro la ludopatia 2022-2024 approvato dalla Regione, sulla base del quale negli ultimi tre anni sono stati assegnati alle Aziende sanitarie – deputate alla programmazione territoriale delle iniziative di contrasto al gioco d’azzardo patologico – oltre 10 milioni di euro. Nel 2023 i fondi assegnati dalla Regione ammontano a più di 3,2 milioni di euro. Quest’anno, inoltre, è stato istituito un nuovo Osservatorio regionale per le attività di monitoraggio.

La legge regionale 5/2013 ha introdotto misure di dimensionamento dell’offerta legata al gioco d’azzardo, mediante l’imposizione del vincolo di chiusura o delocalizzazione per le attività di sale gioco e sale scommesse situate nei pressi di luoghi ritenuti sensibili. Oltre alla diminuzione del 45,2% delle attività con gioco d’azzardo situate a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, molti Comuni hanno ampliato l’elenco dei luoghi nei pressi dei quali vietare queste attività, includendo biblioteche, teatri o cinema (20 Comuni), aree verdi o spazi pubblici all’aperto (15 Comuni), e non meno importanti luoghi di aggregazione, come circoli, associazioni, centri sociali, o spazi educativi. Dal 2013 al 2023, inoltre, in Emilia-Romagna sono stati emanati 225 provvedimenti di chiusura per violazione della normativa sul gioco d’azzardo, e 483 attività hanno chiuso. 41 sono le attività che hanno delocalizzato e 290 sono le sanzioni comminate per il mancato rispetto della normativa. Con il coinvolgimento di Comuni ed esercizi commerciali, è stato anche istituito il marchio “Slot Free ER”, rilasciato agli esercenti di attività commerciali, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare nel proprio esercizio gli apparecchi per il gioco.

“Un risultato significativo- sottolineano gli assessori regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e al Commercio, Andrea Corsini – che ci sprona a fare ancora di più per contrastare e ridurre il rischio della dipendenza da gioco d’azzardo, e tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili, a partire dai giovani. Lo facciamo agendo direttamente sul territorio, in collaborazione con le Aziende sanitarie, i Comuni e le associazioni, per informare e sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze che la ludopatia può comportare, per loro stessi e per i propri cari, a livello economico ma anche sociale, di salute e benessere. I dati ci dicono, purtroppo, che le persone assistite dai Serdp, i Servizi per le dipendenze, sono in aumento: dobbiamo continuare a fare ogni sforzo per contrastare questo fenomeno”. cdn/AGIMEG