“Guardando alle innovazioni normative rispetto al DFP 2025, si ricordano, in particolare, gli effetti delle leggi 113/2025 e 118/2025 (di conversione, rispettivamente, dei DDLL 92/2025 e 95/2025). I due provvedimenti hanno effetti trascurabili sul disavanzo delle Amministrazioni pubbliche, ma determinano una ricomposizione delle poste del conto economico. Fra gli interventi più consistenti da un punto di vista finanziario si ricordano, relativamente alla L. 113/2025, lo stanziamento delle risorse per un contributo straordinario aggiuntivo volto a compensare gli effetti della sospensione di un mese dell’Assegno di inclusione (ADI), con la corrispondente riduzione, a titolo di copertura, delle risorse destinate all’esonero contributivo per l’assunzione di beneficiari dell’ADI. In merito alla L. 118/2025, si segnalano il differimento al 1° gennaio 2026 della cosiddetta sugar tax, le misure inerenti il payback relativo alla spesa per dispositivi medici degli anni 2015-18, la riduzione di risorse di parte corrente e capitale negli stati di previsione della spesa dei Ministeri, il posticipo al 2026 dell’esonero di quota parte dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore per le lavoratrici dipendenti6 , la contestuale integrazione al reddito per la madri lavoratrici con redditi non superiori a 40.000 euro annui e interventi vari sulla spesa in conto capitale. La legge di assestamento di bilancio, inoltre, aveva già stimato un miglioramento rispetto al DFP 2025 dell’indebitamento netto per l’anno in corso per 0,5 miliardi. Tale miglioramento era dovuto a risultati di monitoraggio migliori del previsto per le entrate extra tributarie (dividendi e proventi di giochi e scommesse), che più che compensavano la stima di aumento di varie voci di spesa, fra cui la devoluzione alle Regioni a statuto speciale del gettito di entrate erariali alle stesse spettanti, il rifinanziamento del fondo per l’attuazione del federalismo amministrativo e le spese di funzionamento delle strutture della difesa e dei corpi di polizia. Secondo la relazione tecnica al provvedimento, il peggioramento dell’indicatore di spesa netta (dovuto al fatto che l’aumento della spesa non veniva compensata, dal lato delle entrate, da aumenti legati a misure discrezionali) era riassorbito nei margini esistenti rispetto agli obiettivi del PSB, risultando quindi in linea con i limiti raccomandati”.
E’ quanto sottolineato nella memoria sul Documento programmatico di finanza pubblica 2025 dall’Ufficio parlamentare di bilancio. cdn/AGIMEG

