Home Attualità Dl Sport, Camera: respinti emendamenti su calcio femminile finanziati da scommesse e sanzioni antipirateria

Dl Sport, Camera: respinti emendamenti su calcio femminile finanziati da scommesse e sanzioni antipirateria

La VII Commissione Cultura della Camera ha respinto gli emendamenti del Partito Democratico e di Avs al Dl 108/2026, recante disposizioni urgenti in materia di sport e grandi eventi, che puntavano a destinare nuove risorse al rilancio del calcio femminile.

Tra le proposte bocciate, il finanziamento attraverso la rimodulazione dell’imposta su scommesse e concorsi pronostici e l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle sanzioni contro la pirateria audiovisiva.

L’emendamento 6.5: almeno 13 milioni annui al calcio femminile

L’emendamento 6.5, illustrato da Mauro Berruto (Pd), prevedeva di destinare almeno 13 milioni di euro annui provenienti dalla rimodulazione dell’imposta su scommesse e concorsi pronostici al movimento calcistico femminile, sia professionistico sia dilettantistico, mantenendo al contempo i finanziamenti previsti per la FIGC.

Mauro Berruto (PD-IDP), intervenendo sull’emendamento in Commissione, lo ha illustrato evidenziando come esso, da un lato, proponendo la soppressione della lettera b) dell’articolo 6, comma 1, del provvedimento, miri a lasciare inalterato il finanziamento alla Federazione italiana giuoco calcio previsto dall’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9; dall’altro, inserendo nel testo del decreto una nuova disposizione, sia diretto a stanziare una somma pari ad almeno 13 milioni di euro annui, derivanti dalla rideterminazione delle aliquote dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, allo sviluppo del movimento calcistico femminile, non solo di livello professionale, ma comprensivo di tutti i settori, anche dilettantistici.

Ha evidenziato poi il fatto che il Partito Democratico, come emerso anche durante il ciclo di audizioni, ha una posizione senz’altro favorevole al campionato professionistico di Serie A femminile; tuttavia ritiene che l’articolo in esame, nell’attuale formulazione, sopprimendo i finanziamenti alla Federazione italiana giuoco calcio per destinarli al campionato professionistico di Serie A femminile – che, a suo avviso, nella prevalenza delle ipotesi ha dietro di sé la Serie A maschile – sottragga, al contempo, risorse al progetto delineato dalla riforma Zola.

Respinto anche l’emendamento 6.6 sulle sanzioni antipirateria

Respinto anche l’emendamento 6.6, sempre a firma Berruto, che proponeva di finanziare il calcio femminile con le maggiori entrate derivanti dalle sanzioni contro la pirateria audiovisiva legata ai diritti televisivi sportivi.

Mauro Berruto (PD-IDP), intervenendo su questo emendamento, ha fatto presente come esso costituisca un’alternativa all’emendamento 6.5, sempre a sua prima firma, già respinto dalla Commissione. In particolare, esso stabilisce che lo sviluppo del movimento calcistico femminile – non solo professionale, ma anche dilettantistico – possa essere finanziato con le maggiori entrate derivanti dall’inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate nell’ambito della lotta alla pirateria.Camera deputatiCamera deputati

Ha manifestato stupore per il parere contrario del Ministro, atteso che il ricorso a una simile forma di finanziamento, legata ai diritti televisivi, si inscrive nella logica del provvedimento.

La posizione del ministro Abodi

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha ribadito la copertura finanziaria del progetto Zola e ha respinto l’idea di utilizzare fondi provenienti da sanzioni amministrative, definendola non adeguata. Secondo Abodi, il calcio femminile, come quello maschile, deve ricevere un finanziamento strutturale e stabile.

Bocciato anche l’articolo 01.01 su accessibilità e legalità

Respinto anche l’articolo 01.01 (Orrico, Amato, Caso), che stabilisce due principi:

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