La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per i fratelli Marra, indagati nell’ambito dell’inchiesta Dirty Slot, secondo le indagini – con l’aiuto di diversi clan della Sacra Corona Unita – avrebbero imposto l’istallazione di slot truccate a Mesagne e in altri comuni del Salento. Per gli inquirenti, le macchine in questione erano state manomesse per truffare i giocatori, sostanzialmente infatti pagavano una percentuale di vincite inferiore a quella fissata per legge, senza intaccare la quota di prelievo erariale. La Cassazione ricorda che il Tribunale del Riesame di Lecce, nel disporre la custodia cautelare in carcere, ha messo in evidenza che i due fratelli “si rapportavano su di un piano di parità” con i vertici dei clan “in ragione della notevole disponibilità di risorse finanziarie”. Inoltre, “lucravano maggiori fette di mercato grazie all’appoggio dei clan, il che, da un lato, consentiva loro maggiori introiti per le proprie attività illegali, dall’altro permetteva il finanziamento dei clan medesimi, posto che parte dei profitti illeciti confluiva periodicamente e volontariamente nelle casse delle organizzazioni illecite”. IL processo penale prenderà il via il 5 ottobre prossimo. lp/AGIMEG









