Cassazione, nel 2005 i concessionari erano tenuti a versare il Preu sulle slot scollegate

La Quinta Sezione Civile con una serie di ordinanze – una quindicina in totale – ha respinto i ricorsi intentati da un concessionario delle slot contro le richieste dei Monopoli di versare il prelievo erariale unico sulle giocate raccolte con delle macchine scollegate dalla rete. Le contestazioni risalgono al 2005 e al 2006, e la Cassazione – seguendo una giurisprudenza ormai consolidata – ricorda che la normativa vigente all’epoca “individua il soggetto passivo d’imposta nel “soggetto al quale l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rilasciato il nulla osta”, ossia nel concessionario di rete; questi, in relazione al ruolo ricoperto, è colpito dall’obbligo di versare il PREU complessivo maturato. Nella vicenda in capo al concessionario di rete, dunque, la disciplina ratione temporis applicabile configura due ragioni in forza delle quali il tributo è dovuto: la prima, in via principale, alla condizione della mancata identificazione dell’autore dell’illecito; la seconda, in via di solidarietà, incondizionatamente”. La norma in questione è stata modificata più volte nel corso degli anni, il Legislatore ha progressivamente attenuato la responsabilità del concessionario, ma la Cassazione spiega anche che “alle successive disposizioni richiamate riconoscersi natura interpretativa o, comunque, di esplicitazione di precetti normativi già in vigore, stante l’assenza di elementi letterali che depongano in tal senso. rg/AGIMEG

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