La riforma della delega fiscale, voluta dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, ha completato gran parte del percorso previsto con 21 decreti attuativi e 8 Testi unici, per un totale di 29 provvedimenti, senza aumentare la spesa pubblica.
Tuttavia, la mancanza di nuove risorse ha lasciato alcuni interventi incompiuti. Tra i principali restano aperti i dossier su IVA, IRAP, tassazione dei redditi finanziari e gioco pubblico.
Delega fiscale, i dossier ancora aperti
“In teoria, in alcuni casi, c’è ancora margine per intervenire con i decreti correttivi. Gli interventi possono superare la scadenza di prima attuazione fissata per il 29 agosto. In altri casi, gli interventi saranno inevitabilmente fuori dai binari della delega”, sottolinea Il Sole 24 Ore.
Nel settore del gioco la riforma si è fermata a metà. Dopo il riordino del gioco online non è stato possibile completare la regolamentazione del gioco fisico. Questo è dovuto soprattutto a contrasti politici con Regioni e Comuni. Le autorità hanno riassegnato i fondi inizialmente destinati agli enti locali ad altri obiettivi.
Gioco pubblico, nodo concessioni e rapporti con gli enti locali

“E qui un ruolo chiave lo ha ‘giocato’ la politica. Il Mef, dal canto suo, sulla bozza del decreto di riforma aveva già incassato il via libera della Conferenza unificata e già con la legge di bilancio aveva appostato un chip da 80 milioni da destinare a Regioni e Comuni come primo segno tangibile della devoluzione di una quota delle entrate da gioco a governatori e sindaci. Un chip che due settimane fa, però, è stato recuperato dai tecnici del Mef e destinato, invece, all’attuazione della delega sul federalismo fiscale. Ora gli operatori e soprattutto i concessionari guardano tutti alla prossima manovra, quando il governo sarà di fatto obbligato a concedere l’ennesima proroga delle concessioni per il Bingo, le scommesse e le slot”, aggiunge.
Il mancato riordino delle norme su distanze dei punti gioco, orari di apertura e tutela dei giocatori rischia di creare nuovi conflitti tra Stato ed enti territoriali e di favorire l’espansione del gioco illegale, con danni per giocatori, operatori regolari e per le entrate fiscali dello Stato. cdn/AGIMEG

