Home Attualità Decreto Dignità e pubblicità del gioco: la Corte Costituzionale dichiara illegittima la multa fissa minima da 50.000 euro. La sentenza al Senato

Decreto Dignità e pubblicità del gioco: la Corte Costituzionale dichiara illegittima la multa fissa minima da 50.000 euro. La sentenza al Senato

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Arriva al Senato la sentenza della Corte Costituzionale in merito alla legittimità del regime sanzionatorio previsto dal cosiddetto decreto Dignità per la violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi e scommesse con vincite in denaro. I giudici della Consulta hanno stabilito che l’attuale soglia minima di 50.000 euro per ogni singola violazione è incostituzionale nella parte in cui non prevede deroghe per i casi di manifesta sproporzione.

Il caso al vaglio del TAR Lazio e la questione di legittimità

La questione era stata sollevata dal TAR per il Lazio nell’ambito di un ricorso presentato da un giovane content creator. Quest’ultimo era stato sanzionato dall’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) con una multa complessiva di 157.000 euro per aver pubblicato su canali social (YouTube e Twitch) video promozionali relativi a scommesse online, ricavandone un guadagno di circa 1.000 euro.

A causa della rigida soglia minima di 50.000 euro per violazione e del meccanismo del cumulo giuridico, la sanzione risultava sproporzionata rispetto alla capacità economica del trasgressore (un aiuto magazziniere con una retribuzione di circa 1.300 euro mensili) e all’effettiva offensività della condotta.

La decisione della Corte Costituzionale: principio di proporzionalità e sanzioni punitive

La Consulta ha ribadito che il principio di proporzionalità delle sanzioni rispetto alla gravità dell’illecito si applica anche alle sanzioni amministrative a carattere punitivo. Di conseguenza, l’ammontare della sanzione deve essere individualizzato e tenere conto delle condizioni economiche e patrimoniali del trasgressore.Senato della Repubblica

Tuttavia, i giudici hanno escluso la possibilità di cancellare completamente la soglia minima, poiché verrebbe meno l’efficacia deterrente della norma a tutela della salute pubblica e contro la ludopatia.

Come cambia la sanzione per la pubblicità illecita di giochi e scommesse

La Corte Costituzionale ha quindi optato per una sentenza manipolativa: l’articolo 9, comma 2, del d.l. n. 87/2018 è stato dichiarato illegittimo nella parte in cui impone la sanzione minima di 50.000 euro senza eccezioni.

Da oggi, l’autorità competente avrà la possibilità di applicare un importo inferiore ai 50.000 euro nei casi di manifesta sproporzione, valutando parametri specifici: la gravità oggettiva e soggettiva della violazione; l‘opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze dell’illecito; la personalità del trasgressore; le condizioni economiche effettive dell’autore della condotta.

QUI il documento. cdn/AGIMEG

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