“Recupero dei diritti sui giochi sportivi della ex quota “Schedina Totocalcio”: sulle scommesse sportive legate al settore calcio da destinare alla FIGC (2% di 16 miliardi circa)”.
E’ quanto prevede la bozza del disegno di legge riguardante la Riforma del calcio realizzata dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi.
Le proposte inascoltate della FIGC
“Da anni – si legge nella Relazione Illustrativa di accompagnamento al testo – la FIGC ha presentato al Governo e al Parlamento proposte concrete per il rilancio del sistema calcio, tutte rimaste lettera morta. Tra queste:
- diritto alla scommessa: destinazione al calcio di una percentuale del gettito o delle vincite sulle scommesse calcistiche (principio già sancito da direttiva europea e dalla Risoluzione della VII Commissione permanente del Senato del 5 marzo 2025), con vincoli di destinazione virtuosi (investimenti in infrastrutture, settori giovanili, lotta alla ludopatia). Una misura simile era stata introdotta dai Ministri Spadafora e Gualtieri ma mai più reiterata.
- abolizione del divieto di pubblicità per operatori delle scommesse introdotto con il “Decreto dignità” del 12 luglio 2018, dimostratosi inefficace: la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale (2022) ha evidenziato un aumento del gioco d’azzardo anche tra minori e del gioco illegale, con penalizzazione delle entrate per le società sportive”.
Oggetto e finalità della proposta di legge
La presente proposta di legge al fine di rendere sostenibile e autonomo economicamente il sistema calcio e potenziare i settori giovanili, anche al fine di garantire maggiore qualità dei selezionabili per le nazionali, interviene su sei ambiti fondamentali:
- diritto alla scommessa, con destinazione alla FIGC di un contributo sul betting sportivo calcistico;
- contrasto alla pirateria audiovisiva, con destinazione di una quota dei proventi delle sanzioni AGCOM a un Fondo per il potenziamento dei settori giovanili e dell’impiantistica di base;
- modifica dei criteri di ripartizione delle risorse della Lega di Serie A, introducendo parametri di premialità per la valorizzazione dei settori giovanili e la sostenibilità economica (Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità – PVS);
- riforma del lavoro sportivo, con introduzione di contribuzione agevolata, sgravi fiscali, agevolazioni IVA e assicurazione privata obbligatoria per i calciatori, razionalizzando il sistema previdenziale, oltre alla revisione del “vincolo sportivo”;
- riduzione delle percentuali massime riconosciute ai procuratori sportivi, per contenere i costi che gravano sul sistema;
- commissariamento straordinario della FIGC, per dare immediata attuazione alle riforme necessarie, superando i vincoli che hanno finora paralizzato il sistema.
“Le disposizioni si inseriscono in un quadro normativo esistente, modificando il decreto legislativo n. 36 del 28 febbraio 2021 in materia di lavoro sportivo, il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9 in materia di diritti audiovisivi sportivi, la normativa sul gioco e le scommesse, e introducendo misure di contrasto alla pirateria in coordinamento con la legge 14 luglio 2023, n. 93”, sottolinea la Relazione.
Contributo ex quota “Schedina Totocalcio” a FIGC
Ecco il testo integrale dell’articolo 4:
All’articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo il comma 9-novies è inserito il seguente: «9-decies. A decorrere dal 1° gennaio 2027, per ciascuna scommessa sportiva raccolta in Italia, sia su rete fisica sia a distanza, avente ad oggetto eventi calcistici organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche ad essa affiliate, i concessionari per la raccolta del gioco sono tenuti a versare alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un contributo pari al 2 per cento dell’importo giocato, da suddividere in base a parametri percentuali a favore dei soggetti organizzatori delle competizioni.
Il contributo di cui al primo periodo è versato trimestralmente dai concessionari alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, secondo modalità e termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con l’Autorità politica delegata in materia di sport, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Il contributo è destinato, per almeno il 50 per cento, allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, alla formazione e all’utilizzo di calciatori convocabili per le squadre nazionali italiane, al sostegno degli investimenti negli impianti sportivi di proprietà pubblica e allo sviluppo dei centri federali territoriali; per almeno il 30 per cento, al finanziamento di programmi di prevenzione e contrasto della ludopatia, del gioco d’azzardo patologico e per progetti sociali finalizzati a combattere l’abbandono dello sport, con particolare attenzione alle fasce giovanili; il restante 20 per cento, la Federazione dovrà destinarlo, secondo parametri da determinare in maniera equitativa, per lo sviluppo del Calcio Femminile e a favore delle scuole calcio gestite da società dilettantistiche.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio presenta annualmente al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità politica delegata in materia di sport, entro il 31 marzo, una relazione sull’utilizzo del contributo di cui al presente articolo, con rendicontazione certificata delle somme ricevute e delle destinazioni effettuate.»
Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in … milioni di euro annui a decorrere dal 2027, si provvede mediante riduzione proporzionale dell’aliquota del prelievo erariale unico (PREU) sulle scommesse sportive, in misura tale da garantire l’invarianza del gettito complessivo per l’erario. Con il decreto di cui al comma 1, secondo periodo, sono determinate le modalità di riduzione dell’aliquota del PREU necessarie a compensare il minor gettito derivante dall’introduzione del contributo.
Il contributo di cui al comma 1 costituisce attuazione del principio del “diritto alla scommessa” (right to bet) sancito dalla Relazione Creutzmann sul gioco d’azzardo on-line nel mercato interno del 15 novembre 2011 (2011/2084(INI)) del Parlamento europeo, secondo cui una quota dei proventi delle scommesse su eventi sportivi deve essere destinata al finanziamento dello sport e delle attività correlate.
QUI la bozza integrale del disegno di legge. cdn/AGIMEG

