La Corea del Sud sta iniziando la mobilitazione in vista del Mondiale 2026. Nello specifico l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni del paese asiatico sta lavorando per bloccare l’accesso a 1280 siti illegali inerenti le scommesse sportive.
Con l’inizio del campionato del mondo com’è logico che sia è previsto un aumento del volume delle scommesse e proprio per questo motivo la Commissione coreana delle comunicazioni ha deciso di agire. L’obiettivo è quello di evitare danni agli utenti, che potrebbero incappare facilmente in questi siti fraudolenti.
Contrasto alle attività illecite
Dunque, la Commissione vuole avere la situazione sotto controllo prima che il torneo entri nel vivo. D’altronde questo Mondiale durerà per circa 6 settimane e mezzo, un lasso di tempo abbastanza ampio in cui gli operatori illegali possono far capolino.
Attenzione però. Il calcio non è l’unico sport che potrebbe generare dei rischi. Anche il baseball, le arti marziali, il pugilato e l’hockey sul ghiaccio possono attrarre gli utenti e farli disperdere su piattaforme non regolamentate.
Il rischio delle scommesse live
Un altro dei punti che la Commissione ha sottolineato è quella della dimensione da gioco live. Secondo la sua analisi, i siti di scommesse non autorizzati invogliano le persone ad utilizzare questa modalità. In generale comunque, in Corea i siti disciplinati chiudono le scommesse prima dell’inizio della partita.
Anche per questo l’autorità di regolamentazione ha affermato che proseguirà il lavoro di controllo volto a stanare i siti illegali. Lo farà in collaborazione con altri enti, tra cui la National Gambling Control Commission. Da un lato sarà ridotto il numero di questi siti potenzialmente pericolosi e dall’altra si proseguirà con l’attività di controllo per tutta la durata della rassegna iridata.
I numeri degli ultimi anni
Da gennaio ad oggi l’autorità di regolamentazione delle comunicazione coreana si è ritrovata dinanzi a 5.279 casi di provvedimenti correttivi contro siti di scommesse illegali. Per quanto riguarda le annate precedenti, nel 2025 sono stati gestiti 43.718 casi e nel 2024 addirittura 69.350 casi. Numeri che di fatto rendono merito alla strategia di contrasto attuata in questi anni. ap/AGIMEG










