Contenziosi tributari: in calo nel 2025. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli indice di vittoria pari a circa l’80%

La Relazione annuale sull’andamento del contenzioso tributario e sull’attività delle Corti di giustizia tributaria relativa al 2025 evidenzia un calo del contenzioso tributario. Le liti pendenti al 31 dicembre sono 238.747, in diminuzione dell’8,3% rispetto al 2024, con riduzioni sia nel primo grado (-10,1%) sia in appello (-4,5%).

In diminuzione anche i nuovi ricorsi, mentre migliorano i tempi di definizione dei giudizi. La Relazione include inoltre un focus sugli effetti delle riforme del processo tributario introdotte dalla legge n. 130/2022 e dal d.lgs. n. 220/2023.

Contenzioso tributario 2025: liti pendenti e nuovi ricorsi in calo

Anche i nuovi ricorsi diminuiscono: ne sono stati depositati 202.280, il 10% in meno rispetto all’anno precedente. Il primo grado registra un forte calo (-14,6%), mentre gli appelli aumentano del 9,8%. La maggior parte dei ricorsi si concentra nelle regioni del Centro-Sud, in particolare Campania, Sicilia, Lazio e Calabria.

Il valore complessivo delle controversie presentate è pari a 24,2 miliardi di euro, con un valore medio di 119.628 euro, in crescita rispetto al 2024. La maggioranza dei ricorsi ha un valore fino a 20.000 euro, ma le controversie superiori a 1 milione di euro, pur rappresentando una quota molto ridotta, incidono per oltre il 70% del valore economico complessivo.

Decisioni, tempi dei giudizi e clearance rate

Nel 2025 sono state emesse 223.847 decisioni, in aumento del 2,8% rispetto al 2024. Migliorano anche i tempi di definizione dei giudizi: la durata media scende a 359 giorni nel primo grado (-3,8%) e a 792 giorni nel secondo grado (-16,4%).

Gli esiti restano prevalentemente favorevoli all’Amministrazione finanziaria: nel primo grado il 47,9% delle decisioni è favorevole all’ufficio contro il 29% al contribuente; nel secondo grado le percentuali sono rispettivamente 50,7% e 30,8%.

Il clearance rate, il rapporto tra cause definite e sopravvenute, migliora nel primo grado (111,4), mentre diminuisce in appello (108,1), pur restando sopra la soglia di equilibrio.

Enti impositori: il peso di Agenzia delle Entrate, Riscossione e Agenzia Dogane e Monopoli

L’analisi delle controversie pervenute in primo grado nell’ultimo triennio, distinte per ente impositore, evidenzia che il contenzioso attivato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione rappresenta circa il 64% del totale.

I ricorsi contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli registrano l’incidenza più alta in Sicilia (16,3%), in Lombardia (12,2%), in Campania (10,2%) e nel Lazio (8,5%).

In secondo grado, la percentuale di nuovi appelli riferita all’Agenzia delle Entrate è stabile rispetto al 2024 (47,0%) ma in aumento rispetto al 2023 (45,7%), mentre risulta in calo quella riferita all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, dal 20,4% del 2024 al 19,8% del 2025, ma in aumento rispetto al 2023 (17,5%). La quota degli Enti Territoriali risulta in calo nel triennio in esame, dal 25,2% del 2023 al 20,6% del 2025.

In termini numerici, il 2025 registra un aumento del nuovo contenzioso per tutti gli enti impositori rispetto al 2024, ad eccezione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che registra una leggera flessione (-6,2%). L’aumento maggiore è registrato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (+9,8%) e degli Enti Territoriali (+7,7%); l’Agenzia delle Entrate – Riscossione registra +6,3% rispetto al 2024.

Nel secondo grado di giudizio, l’incidenza maggiore sul totale delle cause instaurate con parte l’Agenzia delle Entrate si è registrata nelle CGT 2° grado della Campania (17,1%), della Sicilia (13,5%), della Lombardia (12,8%) e del Lazio (12,4%).

Per quanto riguarda l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, fanno registrare l’incidenza percentuale più alta le CGT 2° grado della Sicilia (24,7%), della Campania (21,0%), del Lazio (17,1%) e della Calabria (13,6%).

Gli appelli che riguardano l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli registrano invece l’incidenza più alta in Lombardia (16,3%), in Sicilia (12,5%) e in Liguria (10,3%). L’incidenza più alta degli Enti Territoriali si registra in Campania (20,3%), nel Lazio (20,2%), in Sicilia (14,2%) e in Calabria (13,0%).

Ricorrenti, appelli e Cassazione

Nel periodo 2023-2025, l’analisi per natura giuridica dei ricorrenti mostra che le controversie presentate dalle persone fisiche sono incrementate fino a raggiungere nel 2025 la quota del 74,1% del totale dei ricorsi in primo grado e del 62,1% degli appelli in secondo grado.

Il 2025 registra una leggera flessione della propensione del contribuente a proporre appello (59,2%). Rispetto al 2024, si evidenzia un calo in termini percentuali del contenzioso con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli Enti Territoriali e gli Altri Enti; per contro, la percentuale di appelli presentati dal contribuente avverso le sentenze di primo grado cresce nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

controversie mef

La suddivisione per proponente dei ricorsi in Cassazione rileva che nel 2025 il contribuente ha registrato una percentuale pari al 56,7%, in leggero aumento rispetto al biennio precedente; l’Agenzia delle Entrate (30,9%) ha una percentuale in diminuzione rispetto al 2024 (34,4%). Gli altri enti impositori risultano marginali, ad eccezione dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che registra nel periodo un aumento fino a raggiungere il 5,4% nel 2025.

ricorsi in cassazione mef

Esiti per tipologia di tributo

Sia in primo che in secondo grado, le percentuali degli esiti completamente favorevoli all’ufficio sono maggiori rispetto agli esiti completamente favorevoli al contribuente, con un differenziale leggermente maggiore in CGT 2° grado.

Analizzando gli esiti per tipologia di tributo, in primo grado l’esito pienamente favorevole all’ufficio è stato maggiormente registrato nei giudizi aventi ad oggetto il contributo unificato (59,4%), l’Iva (55,3%), tributi e tasse auto (54,4%), l’Irap (52,8%) e l’Ire/Irpef (51,1%).

L’esito pienamente favorevole al contribuente si è maggiormente osservato per gli altri tributi locali, tra cui diritti camerali, contributi consortili e di bonifica (46,2%), per le imposte sulla pubblicità (37,9%), per la Cosap/Tosap (37,7%) e per i tributi smaltimento rifiuti (36,8%). Il giudizio intermedio ha registrato percentuali superiori alla media (8,6%) nei seguenti tributi: Ire/Irpef (11,5%), tributi doganali (11,2%), Irap (10,4%), Iva e Ires/Irpeg (9,7%), tributi smaltimento rifiuti (8,8%) e tributi sulle proprietà immobiliari (8,7%).

Nel secondo grado, le percentuali maggiori di esito pienamente favorevole all’ufficio sono state registrate nei giudizi riferiti al contributo unificato (59,8%), ai tributi smaltimento rifiuti (56,7%), ai tributi e tasse auto (53,9%) e all’Iva (53,3%), mentre l’esito pienamente favorevole al contribuente ha riguardato in misura maggiore le controversie relative alle imposte sulla pubblicità e al registro (40,5%), agli altri tributi locali (38,5%) e alle imposte ipotecarie e catastali (33,7%).

Il giudizio intermedio registra percentuali superiori alla media (8,2%) nei seguenti tributi: tributi doganali (15,2%), Ires/Irpeg (10,0%), Ire/Irpef (9,3%), imposte sulla pubblicità (8,7%) e Irap (8,5%).

Tra le percentuali di conferma dell’esito di primo grado a favore dell’ufficio superiori al valore medio (62,3%), si segnalano le controversie riguardanti l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (70,0%), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (68,4%) e gli Altri Enti (62,6%). Di contro, le percentuali di ribaltamento dell’esito a favore del contribuente superiori al valore medio (19,2%) si registrano nei giudizi relativi agli Altri Enti (24,5%) e agli Enti Territoriali (22,8%).

Definizione agevolata delle controversie tributarie

La legge n. 197/2022, legge di bilancio 2023, ha previsto nell’art. 1, commi dal 186 al 205, la possibilità di definire in modo agevolato le controversie tributarie pendenti alla data del 1° gennaio 2023 in ogni stato e grado in cui è parte l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Inoltre, ciascun ente territoriale poteva consentire ai contribuenti l’adesione a tali definizioni anche per le controversie tributarie in cui è parte il medesimo ente o un suo ente strumentale.

Agenzia Dogane e Monopoli: indice di vittoria al 79,2%

L’indice di vittoria relativo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli considera le decisioni totalmente favorevoli e quelle parzialmente favorevoli all’Agenzia e si riferisce esclusivamente alle sentenze passate in giudicato nell’anno 2025.

La modalità di calcolo adottata dall’Agenzia prevede un parametro sintetico di misurazione risultante dal rapporto tra due indici: un indice numerico, con peso 40%, e un indice a valore, con peso 60%. Per effetto della modalità di calcolo descritta, l’indice complessivo realizzato nel 2025 dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è pari a 79,2%.

indice di vittoria adm

Diniego di autotutela: controversie in aumento, ma numeri contenuti

Le controversie avverso il diniego di autotutela, obbligatoria o facoltativa, sono aumentate passando da 542 nel 2024 a 966 nel 2025. In particolare, nel 2024 se ne sono registrate 487 in primo grado e 55 in secondo grado, mentre nel 2025 rispettivamente 831 e 135. Si tratta comunque di numeri alquanto contenuti.

La quota più rilevante della tipologia di contenzioso in esame riguarda l’Agenzia delle Entrate, che nel 2025 ha rappresentato il 63,2% delle controversie di primo grado e il 77,8% di quelle in appello. È di rilievo anche la quota riferita agli Enti Territoriali, che ha raggiunto il 23,5% nel 2025.

diniego autotutela mef

cdn/AGIMEG