Confederazione Europea dei Dettaglianti del Tabacco, FIT: “Cambi ai vertici, ma la strategia non cambia”

Negli ultimi due anni la Confederazione Europea dei Dettaglianti del Tabacco ha rinnovato alcune cariche sindacali direttive: le associazioni di tabaccai di Italia, Spagna ed Austria hanno eletto nuovi Presidenti alla loro guida, con conseguenti modifiche alla composizione del Comitato Esecutivo della CEDT.

Tuttavia, i cambi ai vertici degli Organi direttivi confederali non hanno certamente determinato dei mutamenti strategici; al contrario, hanno rafforzato e consolidato lo spirito di coesione e collaborazione tra tutti i rappresentanti della categoria dei tabaccai per agire in sede europea con sempre maggior determinazione.

In questa strategia di confronto costante con Istituzioni e classe politica si inserisce una nuova linea di azione: cercare, ove possibile, convergenze e sinergie con altre associazioni di rivenditori e assimilati di tutta Europa, senza distinzione tra sistemi di vendita esclusivi o liberalizzati.

In quest’ottica si inserisce l’ingresso, accolto con gioia, dell’organizzazione di categoria irlandese, rappresentativa di una rete di rivenditori eterogenea, operante in un sistema di vendita al momento ancora non basato sull’esclusiva.

Come i rivenditori belgi, la cui associazione è a pieno titolo membro della famiglia CEDT sebbene il mercato nazionale sia ancora libero. Si legge in una nota FIT.

Quello che un tempo era un vincolo pregiudiziale per entrare a far parte della Confederazione, rappresentare cioè una categoria disciplinata da un monopolio di vendita, oggi è un requisito preferenziale, ma non esclusivo. Anche perché molti governi europei stanno prendendo in seria considerazione l’ipotesi di attribuire la vendita di prodotti peculiari come il tabacco ed i prodotti assimilati a reti di vendita basate su concessioni o autorizzazioni specifiche.

Spira, insomma, un vento favorevole a sistemi di vendita sostanzialmente esclusivi, per assicurare maggior trasparenza e legalità al commercio di prodotti che hanno un importante impatto in termini erariali e sanitari.

Occorre quindi navigare con questo vento a favore, anche in acque poco tranquille, per approdare verso porti più sicuri, per far comprendere che una rete di vendita controllata, con canali distributivi rigorosamente disciplinati, è il modo migliore per favorire le politiche di contenimento della propensione al tabagismo e limitare al minimo i rischi di accessi sul mercato di prodotti contraffatti e contrabbandati, tutelando al meglio anche i minori.

Per questo motivo, fra gli obiettivi che la CEDT si è posta nel 2023 vi è quello di una serrata interlocuzione con tutte le associazioni di categoria dei rivenditori di prodotti del tabacco e di nuova generazione esistenti in Europa.

Modelli distributivi come quello italiano sono ora studiati con attenzione ed interesse e si costruiscono ovunque ponti, cercando di valorizzare ciò che ci unisce, non ciò che ci divide.

Ciò che ci unisce, oggi, è naturalmente la comune lotta per difendere le nostre piccole imprese familiari da regolamentazioni fiscali e amministrative asfissianti e liberticide, valorizzando il ruolo di reti di prossimità che svolgono una funzione economico-sociale tutt’altro che trascurabile.

Senza snaturare i valori fondanti della CEDT, stiamo costruendo percorsi comuni con tutte le associazioni che vogliono unirsi in questa lotta per la difesa del lavoro e della redditività e per rivendicare il ruolo di presìdi per un consumo legale e consapevole, non contro, ma a fianco delle autorità nazionali ed unionali. cdn/AGIMEG