Il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti sul ricorso presentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) riguardo all’esecuzione della sentenza sulle concessioni Bingo e sul canone dovuto dai concessionari nel periodo di proroga tecnica.
I giudici hanno stabilito che il nuovo canone dovrà essere determinato sulla base della situazione concreta di ciascun operatore e non attraverso criteri forfettari uguali per tutti. In particolare, per “fatturato” deve intendersi il valore complessivo delle cartelle acquistate dai concessionari presso ADM e successivamente vendute nelle sale Bingo, ossia la raccolta effettivamente generata dal gioco.
Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che non può esprimersi preventivamente sulle future scelte dell’Agenzia, dichiarando inammissibili le richieste relative all’introduzione di soglie minime e massime del canone o alle modalità di graduazione degli importi, aspetti che rientrano nella discrezionalità amministrativa.
La sentenza conferma che l’annullamento del precedente sistema di proroga produce effetti per tutti i concessionari interessati, mentre gli obblighi specifici derivanti dalla decisione valgono formalmente solo per le parti coinvolte nel giudizio. Resta comunque la possibilità per ADM di estendere gli stessi criteri a tutti gli operatori per garantire uniformità di trattamento.
Avv. Luca Giacobbe: “Il Consiglio di Stato non chiarisce il calcolo dell’indennità”
“Il consiglio di Stato ha di fatto respinto l’iniziativa di ADM non fornendo alcun criterio interpretativo sul calcolo dell’indennità di occupazione né aderendo a una delle possibili interpretazioni fornite da ADM”. Lo ha sottolineato ad Agimeg l’avvocato Luca Giacobbe.
“Il tema quindi ripassa ad ADM che ad oggi non ha quantificato questa indennità fissandola in misura provvisoria per tutti i concessionari a 2.800 mensili, ma soprattutto non ha indetto la gara non dando seguito alla sentenza del Consiglio di Stato ed al monito della Corte di Giustizia Europea”, ha concluso. cdn/AGIMEG

