Dagospia sul caso Polymarket: prediction market e “zona grigia” tra trading e scommesse

Anche Dagospia si occupa del caso Polymarket. La piattaforma statunitense di mercati predittivi, sulla quale dall’Italia non è consentito effettuare operazioni di trading o scommesse, è finita al centro dell’attenzione dopo l’accordo di sponsorizzazione con la SS Lazio e la partnership siglata con la Lega Serie A per il mercato statunitense.

Nel riprendere un approfondimento firmato da Luca Ciarrocca su “Domani”, Dagospia sottolinea come Polymarket venga presentata come una piattaforma di prediction market, ma con caratteristiche che la rendono molto simile a un operatore di gioco online. “Somiglia effettivamente a un casinò online, solo che ci sono wallet al posto delle fiches e una blockchain al posto del croupier”, scrive Dagospia.

Il punto centrale, evidenziato da Dagospia, riguarda soprattutto il possibile “vuoto normativo” in cui si muovono queste piattaforme, sospese tra finanza digitale, speculazione e gioco. Su Polymarket, infatti, gli utenti possono effettuare previsioni speculative sull’esito di eventi politici, economici, sportivi e internazionali attraverso strumenti basati su criptovalute e blockchain.

Il blocco ADM e la decisione del TAR

Nell’ottobre 2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva oscurato Polymarket inserendola tra i siti di gioco privi di concessione italiana. Successivamente, dopo il ricorso presentato al TAR del Lazio, il provvedimento è stato parzialmente rivisto.

Dal 15 dicembre 2025 gli utenti italiani possono accedere alla piattaforma e consultare i mercati predittivi, ma non possono effettuare operazioni di trading o scommesse dal territorio italiano.

Secondo quanto evidenziato da Dagospia, tuttavia, il sistema sarebbe facilmente aggirabile attraverso l’utilizzo di VPN, che consentono di simulare una connessione da altri Paesi e accedere così alle funzionalità complete della piattaforma.

Lo sponsor della Lazio e il nodo Decreto Dignità

Il 18 aprile 2026 è stato annunciato l’accordo pluriennale tra Polymarket e la SS Lazio. La piattaforma è diventata main sponsor del club biancoceleste e “Official Fan Intelligence & Digital Insight Partner”, con presenza del brand sulle maglie da gioco.

L’intesa, valida fino alla stagione 2027/2028 con opzione per il 2028/2029, avrebbe un valore superiore a 22 milioni di dollari più eventuali bonus.

Light blue soccer jersey with sponsor'Polymarket' and a gold eagle crest on the chest, against a smoky blue background.

L’operazione è stata sviluppata con il supporto dell’agenzia PalComm, fondata dall’imprenditore italo-americano Salvatore Palella. Nel board consultivo dell’agenzia figura anche Emanuele Floridi, responsabile della comunicazione della stessa Lazio.

Ed è proprio qui che, secondo Dagospia, emerge uno degli aspetti più delicati della vicenda: una piattaforma considerata priva di concessione italiana e oscurata da ADM è riuscita comunque a entrare nel calcio italiano attraverso una sponsorizzazione di primo piano, nonostante i vincoli introdotti dal Decreto Dignità sulla pubblicità del gioco.

L’accordo con la Serie A negli Stati Uniti

Il 14 maggio scorso è stata inoltre annunciata una partnership pluriennale tra Polymarket e la Lega Serie A valida per il mercato statunitense.

L’intesa prevede che Polymarket diventi partner ufficiale ed esclusivo dei prediction market della Serie A negli Stati Uniti, con la possibilità di utilizzare loghi e marchi del campionato sulla propria piattaforma e accedere ai dati ufficiali della competizione. Anche questo accordo, sottolinea Dagospia, contribuisce ad alimentare il dibattito sulla natura di queste piattaforme e sui limiti degli attuali strumenti regolatori.

Crypto, prediction market e controlli

Uno dei temi più delicati riguarda proprio l’utilizzo delle criptovalute. Polymarket opera infatti attraverso la stablecoin “USD Coin”, previa conversione dei fondi caricati dagli utenti.

Ad oggi, la normativa italiana non prevede una disciplina specifica per i mercati predittivi basati su blockchain e criptovalute. Secondo Dagospia, questo potrebbe aprire spazi a piattaforme che operano al di fuori dei tradizionali meccanismi di controllo previsti dal sistema concessorio italiano.

Il nodo riguarda soprattutto l’assenza di verifiche assimilabili a quelle richieste agli operatori autorizzati in Italia, oltre alla difficoltà di applicare i consueti strumenti di tutela e monitoraggio previsti nel comparto del gioco regolamentato. fp/AGIMEG