Cassazione conferma condanna imprenditore vicino ai Casalesi. Versava proventi slot per assicurarsi il monopolio

La Cassazione ha confermato la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa a un affiliato al clan dei Casalesi: l’uomo gestiva una società di noleggio slot e versava la metà dei proventi dell’attività al clan pur di assicurarsi il monopolio sul territorio. L’uomo in alcuni casi avrebbe versato i soldi alle mogli di alcuni esponenti; in altri avrebbe invece fatto ricorso a degli stratagemmi per camuffare il passaggio di denaro. Secondo la ricostruzione dei fatti, ricaricava un “borsellino” che veniva poi utilizzato per effettuare ricariche telefoniche attraverso i terminali di una società maltese che tuttavia non è stata ricondotta la clan. La Cassazione sottolinea però che la Corte d’Appello di Napoli ha “accertato l’oscurità delle attività della società maltese, il cui legale rappresentante non è stato individuato”; e soprattutto gli intestatari delle carte – i soggetti che ricevevano quindi i pagamenti – “erano soggetti estranei alla compagine societaria (…) ed erano tutti gravati da precedenti di polizia specifici”. Inoltre, “Il contributo concorsuale è altresì desunto dal rinvenimento di annotazioni concernenti la contabilità delle attività di controllo delle ‘macchinette’, con espliciti riferimenti, non soltanto ai bar ove erano state installate, e ai diversi tipi di slot machine, ma anche ai soldi” dati alle mogli degli esponenti del clan. gr/AGIMEG