Home Attualità Cardia (Acadi) ad Agimeg: “Le limitazioni su distanze e orari sono inutili e valgono soltanto per due giochi su 33”

Cardia (Acadi) ad Agimeg: “Le limitazioni su distanze e orari sono inutili e valgono soltanto per due giochi su 33”

Geronimo CardiaGeronimo Cardia

Geronimo Cardia, presidente dell’Associazione Concessionari di Giochi Pubblici (Acadi), ha rilasciato un’intervista ad Agimeg al termine del convegno “Stati generali del gioco – La riforma nasca dal confronto e rimetta al centro la tutela della persona“, che si è tenuto alla Camera dei Deputati.

“Ritengo che l’operazione di mettere allo stesso tavolo persone che hanno punti di vista diversi sia sempre positivo, perché dal confronto emergono eventualmente le diverse posizioni e magari anche dei fraintendimenti. Paradossalmente, sono proprio occasioni come queste che permettono di apprezzare dei passi in avanti, anche se i punti di partenza possono essere diversi. A febbraio, i toni erano molto diversi”.

“Ringrazio gli onorevoli Vaccari e Merola per gli interventi e per l’organizzazione, insieme alla fondazione Bruno Bozzi. Sono contento che ci sia consapevolezza sull’importanza del gioco fisico, riconosciuto quando ci si è resi conto che ci sono 140 mila lavoratori su 150 mila complessivi nel settore”.

“Un altro punto che mi è piaciuto è la consapevolezza dell’inutilità degli orari e delle distanze sul territorio. L’ANCI ha ricordato che nel 2010 e nel 2011 ai Comuni era stato delegato interamente il problema senza avere a disposizione gli strumenti giusti. Anche per questo chiediamo delle regole generali, per sostituire ciò che è stato fatto finora”.

“Sono entusiasta anche della dichiarazione del cardinale Zuppi, che ha chiesto al Parlamento misure contro la dipendenza da gioco e non dal gioco, senza confondere le due cose. Ho trovato molto positivo anche l’intervento del dottor Giarre, che ha mantenuto le sue posizioni che sono storicamente contrarie al gioco, ma ho apprezzato come abbia messo in evidenza che al gioco serve un luogo e non delle distanze. Da tempo contestiamo questo alle autorità. Poi queste limitazioni sono state applicate a due dei 33 tipi di gioco. Non è che perché il gioco online è aumentato molto, allora bisogna demonizzarlo. Altrimenti si rischia di fare lo stesso errore fatto con slot e videolotterie negli anni scorsi”.

gpm/AGIMEG

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