Cangianelli (EGP-FIPE): “Il modello regolato tutela i giocatori, vietare il gioco legale non riduce la ludopatia”

“La ricerca conferma dati che tutti noi verifichiamo sul campo da tempo. Solo che questa volta arriva non da soggetti coinvolti nell’attività di gioco ma da parte di chi lavora per fronteggiare le problematiche connesse”.

Lo ha dichiarato Emanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE (Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici), intervenendo alla presentazione della ricerca SWG sul gioco patologico “Giocare da grandi”.

Secondo l’indagine, ha ricordato Cangianelli, il 92% degli psicologi intervistati ritiene che un eventuale divieto del gioco pubblico comporterebbe un aumento del ricorso al gioco illegale, mentre l’82% segnala un possibile aggravamento di altre patologie nei soggetti già vulnerabili.

Perché uindi si continua a dire che togliere il gioco legale possa essere una soluzione? Cangianelli ha richiamato una sentenza che la Corte Costituzionale ha emesso nei giorni scorsi e che si riferisce all’accesso al gioco on line all’interno degli Internet point.

“Questa sentenza ha confermato la necessità di mettere mano all’ordinamento perché evidenzia ancora una volta che le norme attuali non sono più aggiornate. Non riescono a garantire quei meccanismi di tutela che il gioco legale può e deve fornire. Come l’apporto alla fiscalità dello Stato che deriva dal gioco. Senza contare che oggi esistono delle tecnologie molto efficaci che ci consentono di applicare forme di tutela e di prevenzione per il giocatore. Ma le norme devono ancora adeguarsi”. gpm/AGIMEG