L’International Betting Integrity Association (IBIA) ha condotto uno studio basato su dati concreti riguardo a ciò che il Brasile rischierebbe di perdere qualora venisse attuato il divieto sulle scommesse a quota fissa e sul gioco online. Basandosi su valutazioni normative, stime di mercato e dati relativi a scommesse sospette, l’IBIA ha esaminato le conseguenze per l’integrità dello sport, i consumatori e il mercato regolamentato.
Divieto scommesse in Brasile
Il 25 settembre, il Brasile ha imposto un divieto nazionale sulle scommesse a quota fissa – incluse le scommesse sportive e il gioco online – a soli 21 mesi dall’apertura del proprio mercato regolamentato delle scommesse. La misura è attualmente in fase di attuazione, mentre il Congresso valuta se renderla permanente.
Il regime normativo brasiliano, con le relative licenze e ordinanze concepite per tutelare i consumatori, monitorare l’attività di scommessa e salvaguardare l’integrità dello sport, è operativo da meno di due anni. Il divieto minaccia ora di vanificare tali progressi, spingendo l’attività di scommessa al di fuori della supervisione normativa e indebolendo i meccanismi preposti a rilevare e prevenire la manipolazione delle competizioni sportive (match-fixing).
Per questo motivo, è fondamentale mantenere la collaborazione tra autorità pubbliche, organismi sportivi ed enti indipendenti di monitoraggio dell’integrità, concentrando al contempo gli sforzi di controllo sul blocco degli operatori offshore privi di licenza, al fine di tutelare i consumatori, le entrate fiscali e l’integrità del mercato.
I rischi legati al divieto
In meno di due anni, il Brasile ha autorizzato oltre 80 operatori, introdotto requisiti per l’identificazione dei clienti, preso di mira siti di scommesse e canali di pagamento illegali e istituito un sistema centralizzato di autoesclusione. Aspetto cruciale per lo sport, agli operatori autorizzati è stato imposto di monitorare le scommesse sospette, segnalare eventuali criticità e integrarsi con organizzazioni nazionali o internazionali di monitoraggio dell’integrità sportiva.
La valutazione comparativa dei quadri normativi effettuata dall’IBIA assegna al Brasile un punteggio di 77 su 100, collocandolo tra il Portogallo (68) e la Gran Bretagna (86). Per un mercato così giovane, si tratta di un progresso significativo.
Il valore del quadro normativo brasiliano risiede nelle informazioni che esso consente di generare: è infatti possibile individuare e valutare schemi di scommessa sospetti, condividendoli poi con le autorità di regolamentazione, gli organismi sportivi e le forze dell’ordine. In assenza di un mercato regolamentato e funzionante, tali informazioni diventano più difficili da reperire, compromettendo la capacità di individuare e indagare su potenziali manipolazioni.
Il divieto non elimina la domanda di scommesse
H2 Gambling Capital, società leader nell’analisi dei dati e delle dinamiche di mercato del settore, stima che, in assenza di un’alternativa legale, circa il 60% dell’attività attualmente gestita dal mercato regolamentato brasiliano – pari a circa 25 miliardi di reais – potrebbe spostarsi verso operatori privi di licenza. Di conseguenza, il volume del mercato illegale potrebbe passare dagli attuali 3 miliardi di euro a circa 7,5 miliardi.
Le conseguenze vanno ben oltre la perdita di gettito fiscale. I consumatori potrebbero ritrovarsi a scommettere con operatori al di fuori della giurisdizione normativa brasiliana, privi delle stesse verifiche sull’identità, delle tutele per il gioco responsabile o degli obblighi di segnalazione. Allo stesso tempo, le autorità perderebbero l’accesso alle informazioni che gli operatori autorizzati sono tenuti a fornire.
Il divieto finirebbe quindi per indebolire sia la tutela dei consumatori sia le informazioni di intelligence disponibili per salvaguardare lo sport.
Le conseguenze per l’integrità
Le implicazioni per l’integrità dello sport sono particolarmente gravi. Nel 2025, primo anno completo di operatività del mercato regolamentato, l’IBIA ha segnalato 25 casi di scommesse sospette riguardanti lo sport brasiliano, a fronte di una media annua di 11 segnalazioni registrata tra il 2021 e il 2024.
Tale incremento non deve essere interpretato come la prova che la regolamentazione abbia reso lo sport brasiliano meno sicuro. Al contrario, esso è coerente con un miglioramento delle capacità di rilevamento e segnalazione all’interno di un mercato in cui gli operatori autorizzati erano tenuti a individuare e comunicare le attività sospette.
Una riduzione delle segnalazioni di scommesse sospette a seguito di un divieto non implica necessariamente una diminuzione di tali scommesse, potrebbe semplicemente significare una minore disponibilità di informazioni al riguardo.
Questa distinzione è fondamentale. Le segnalazioni di scommesse sospette non misurano l’entità delle combine sportive, ma riflettono l’attività rilevata e segnalata dai sistemi di monitoraggio.
Se le scommesse si spostano verso operatori al di fuori del controllo normativo, la capacità di individuare schemi sospetti, risalire ai conti di gioco e condividere informazioni con gli inquirenti si indebolisce notevolmente. Il rischio non è soltanto che le scommesse sospette continuino a verificarsi, ma che diventi più difficile individuarle e indagarvi.
La risposta è la regolamentazione, non il divieto
Dopo quasi vent’anni di lavoro sull’integrità delle scommesse, una lezione è chiara: la questione cruciale non è se le scommesse esistano, ma se operino all’interno di un quadro che consenta di identificare e monitorare i rischi, intervenendo di conseguenza.
Il divieto non elimina tali rischi, li rende semplicemente più difficili da rilevare, indagare e affrontare. Il mercato regolamentato brasiliano non era privo di criticità: pubblicità, tutela dei consumatori, vigilanza sugli operatori e contrasto agli operatori illegali richiedevano maggiore attenzione. Si tratta di argomenti a favore di un miglioramento della regolamentazione, non del suo abbandono.
L’IBIA – si legge nel report – esorta il Congresso a riconsiderare il divieto e a permettere che il futuro del mercato brasiliano delle scommesse sia definito attraverso l’ordinario iter legislativo. Tale processo dovrebbe basarsi su un dialogo aperto con il settore, su una chiara valutazione dei rischi e sulla pubblicazione di una valutazione d’impatto. È necessario preservare l’attuale sistema di tutela dell’integrità, inclusi il monitoraggio delle scommesse sospette, le procedure di segnalazione e la collaborazione con le autorità. L’azione di controllo dovrebbe concentrarsi sugli operatori privi di licenza, mentre i danni legati al gioco d’azzardo dovrebbero essere affrontati mediante misure mirate all’interno del mercato regolamentato.
Il Brasile ha investito nella creazione di queste tutele. La priorità ora dovrebbe essere quella di rafforzarle, anziché smantellare il quadro normativo che le rende possibili. Qui il REPORT dell’IBIA. lb/AGIMEG










