Il TAR Emilia-Romagna ha respinto la richiesta cautelare urgente presentata da un’associazione culturale contro le autorizzazioni rilasciate per l’apertura di una sala giochi a Bologna. La trattazione collegiale è stata fissata per il 9 settembre 2026.
La vicenda riguarda un punto gioco autorizzato per la raccolta e la gestione delle scommesse e per l’esercizio del gioco lecito tramite apparecchi VLT.
Il ricorso contro Ministero, Questura e Comune
Il ricorso è stato proposto contro il Ministero dell’Interno, la Questura di Bologna e il Comune di Bologna, con la società titolare della sala giochi indicata come controinteressata. L’associazione ricorrente ha chiesto al TAR di sospendere subito le licenze rilasciate dalla Questura di Bologna.
Secondo la ricorrente, la nuova sala giochi si troverebbe a circa 60 metri dalla propria sede. L’associazione ha inoltre contestato la mappatura comunale dei luoghi sensibili, il cui ultimo aggiornamento risalirebbe al 2024, lamentando che la propria sede non sarebbe stata riconosciuta come luogo sensibile.
Il ricorso richiama la normativa regionale dell’Emilia-Romagna sul contrasto alle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito, che consente ai Comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili tenendo conto dell’impatto dell’installazione degli apparecchi sul contesto urbano, sulla sicurezza, sulla viabilità, sul rumore e sulla quiete pubblica.
Il TAR: serve un approfondimento collegiale
Il Presidente del TAR ha ritenuto che la questione richieda un approfondimento nella sede collegiale, con pieno contraddittorio tra tutte le parti coinvolte: amministrazioni resistenti e società controinteressata.
Per i giudici, non emergono ragioni di pregiudizio così gravi e irreparabili da imporre una sospensione immediata delle autorizzazioni prima della camera di consiglio. La richiesta di misure cautelari monocratiche è stata quindi respinta.
Il TAR ha fissato la trattazione collegiale per il 9 settembre 2026. In quella sede sarà valutata la domanda cautelare con il confronto tra le parti e potranno essere approfonditi i temi legati alla distanza della sala giochi dalla sede dell’associazione e alla mappatura comunale dei luoghi sensibili. mg/AGIMEG










