Francesco Boccia (PD), durante l’audizione sul ddl sul sistema calcistico italiano, ha ribadito la contrarietà del suo partito al finanziamento del calcio tramite le scommesse. Il senatore ha richiamato il ruolo dello Stato come regolatore e la necessità di affrontare le criticità strutturali del settore.
La posizione del PD sulle scommesse
“Le chiedo una riflessione sulla nostra forte critica al finanziamento del calcio attraverso le scommesse. Anche lei, ora, aggrappandosi a quelle percentuali ci fa passare l’idea che sia l’unica opzione possibile. Ma secondo noi non è così, altrimenti verrebbe meno la funzione dello Stato regolatore“. Lo ha sottolineato Francesco Boccia (PD) in occasione dell’audizione sul ddl n. 1902, recante Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano, di Giovanni Malagò in 7ª Commissione (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport) al Senato.
Scuole calcio e riforma del sistema

“Pensiamo, invece, che sull’integrazione mancata, sulle barriere economiche all’accesso alle scuole calcio che sono diventate luoghi di business, su una serie di misure che il Parlamento potrebbe fare se fosse unito serve dirsi le cose come stanno”, ha aggiunto. “Il calcio italiano non deve riformarsi solamente dentro i Palazzi”, ha concluso.
Il ddl sul sistema calcistico italiano
Il provvedimento del senatore Paolo Marcheschi, recante Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano, punta a intervenire sulla crisi strutturale del calcio italiano, con misure su sostenibilità economica, valorizzazione dei giovani e nuove risorse, tra cui una quota della raccolta delle scommesse sportive a favore della FIGC.
Il testo prevede che chi trae profitto dagli eventi sportivi contribuisca a tutelarne l’integrità attraverso un contributo del 2% sulla raccolta delle scommesse (ex quota schedina Totocalcio) destinato alla FIGC. Queste risorse finanzieranno i settori giovanili e, per il 30%, interventi di prevenzione e contrasto della ludopatia. cdn/AGIMEG

