E’ stato presentato a Roma il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gioco Pubblico, promosso dall’associazione ACADI (Associazione Concessionaria dei Giochi Pubblici). Il report fotografa il comparto del gioco pubblico in Italia, con numeri e dati che delineano la dimensione economica e fiscale del settore.
In particolare, si legge nel report, nel corso del 2025 il Comparto del Gioco Pubblico ha continuato a rappresentare una componente rilevante del sistema economico e sociale italiano, confermando il proprio ruolo di infrastruttura di interesse pubblico al servizio del Paese.
In uno scenario caratterizzato dalla progressiva digitalizzazione dell’offerta, dall’evoluzione del quadro normativo e dalla crescente attenzione verso la tutela dei consumatori, la legalità e la misurazione degli impatti, il Bilancio di Sostenibilità del Comparto si conferma uno strumento essenziale di trasparenza, rendicontazione e dialogo con tutti gli stakeholder.
Numeri e dati del gioco pubblico in Italia
I dati del 2025 confermano la significativa dimensione economica e sociale del settore. La spesa complessiva degli utenti è stata pari a oltre 21,7 miliardi di euro, mentre il gettito erariale derivante dalle attività di gioco e dalle vincite si è attestato a circa 11,5 miliardi di euro.
Il Comparto coinvolge circa 60.000 imprese della filiera, garantisce complessivamente circa 145.000 posti di lavoro e opera attraverso oltre 260 concessioni. Secondo le elaborazioni adottate nel Bilancio, il valore complessivamente generato, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, è stimato in oltre 28 miliardi di euro, pari a circa l’1,24% della ricchezza prodotta a livello nazionale.
Gioco a distanza e rete fisica
Parallelamente, il Bilancio di ACADI evidenzia la profonda trasformazione intervenuta nella composizione del mercato. Il gioco a distanza ha assunto la leadership nelle somme giocate, raggiungendo nel 2025 circa 100,9 miliardi di euro di raccolta, a fronte di una spesa effettiva degli utenti pari a circa 5,7 miliardi.
I canali fisici continuano tuttavia a generare la quota prevalente di gettito erariale e spesa: la rete generalista produce il 58% dei prelievi erariali con il 47% della spesa, mentre il canale online, pur concentrando il 61% delle somme giocate, rappresenta 14% dei prelievi con il 26% della spesa. Il dato dimostra come crescita dei volumi, valore economico distribuito sui territori e capacità fiscale non coincidano necessariamente nel medesimo canale.
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