Il settore del Gioco Pubblico in Italia rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia e dell’assetto istituzionale del Paese. La presenza capillare di una rete autorizzata sul territorio — articolata tra punti vendita specializzati ed esercenti generalisti come bar e tabaccherie — trasforma l’offerta di gioco in un presidio di sicurezza indispensabile per arginare il mercato illegale e proteggere i cittadini.
E’ quanto evidenziato nel nuovo Bilancio di Sostenibilità del comparto del gioco pubblico e l’impatto sociale delle regole presentato durante il Forum ACADI 2026, in corso a Roma.
L’impatto economico e occupazionale: i dati Nomisma
I dati emersi dalla ricerca condotta da Nomisma evidenziano il valore strategico del gioco pubblico su rete fisica per il tessuto socio-economico italiano:
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20,8 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo generato dal comparto.
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Oltre 324.000 posti di lavoro sostenuti tra impatti diretti, indiretti e indotti.
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Getto erariale costante, fondamentale per le casse dello Stato e per il finanziamento dei servizi pubblici.
La capillarità della rete distributiva garantisce che la domanda di intrattenimento venga convogliata all’interno di circuiti legali, trasformando la raccolta fiscale in un’azione strutturata di tutela del territorio.
Gioco responsabile, prevenzione e innovazione tecnologica
Negli ultimi anni – aggiunge il Bilancio -, la regolamentazione si è evoluta mettendo al centro la prevenzione del Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) e la protezione dei consumatori, con un’attenzione prioritaria alla tutela dei minori. Il concetto di gioco responsabile ha superato il semplice rispetto formale delle norme, integrando strumenti avanzati di autotutela e monitoraggio:
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Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA): Gestito da ADM per il gioco a distanza, ha raggiunto i 188.000 iscritti nel 2024, confermando una maggiore consapevolezza da parte degli utenti.
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Intelligenza Artificiale e monitoraggio: L’adozione di piattaforme digitali e algoritmi di IA consente di analizzare i pattern di comportamento per identificare precocemente i segnali di rischio.
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Formazione della rete fisica: Gli operatori di sale, ricevitorie e tabaccherie vengono costantemente formati per riconoscere situazioni di disagio e indirizzare i giocatori verso gli strumenti di supporto.
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Cybersecurity e protezione dati: Sistemi rigorosi per garantire la sicurezza delle transazioni finanziarie e la privacy degli utenti.
Le sfide del settore: riordino territoriale e sostenibilità
Il dibattito istituzionale sul riordino del comparto pone l’accento sulla necessità di superare la frammentazione normativa territoriale e garantire la sostenibilità economica delle attività autorizzate.
In questo scenario, quattro pilastri guidano il futuro del settore:
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Responsabilità verso il consumatore e tutela della salute pubblica.
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Presidio della legalità e contrasto alla criminalità organizzata.
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Contributo fiscale e occupazionale stabile nel tempo.
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Equilibrio territoriale, per valorizzare la rete distributiva senza penalizzare la sostenibilità delle imprese legalmente riconosciute.

Gioco Pubblico e presidio di legalità: il modello concessionario italiano contro l’abusivismo
La legalità costituisce il pilastro cardine del sistema italiano del Gioco Pubblico. A differenza di altri comparti economici, il settore del gioco presenta un’elevata esposizione a rischi di riciclaggio, evasione fiscale, abusivismo e infiltrazioni della criminalità organizzata. Per arginare tali vulnerabilità, il legislatore ha strutturato un rigido impianto regolatorio e di controllo che assegna allo Stato una funzione centrale di supervisione sull’intera filiera.
In questo quadro, la rete fisica di punti vendita autorizzati agisce come un fondamentale presidio di legalità sul territorio. Gli esercizi commerciali riconosciuti permettono di intercettare la domanda di gioco convogliandola in circuiti tracciati, proteggendo i consumatori e riducendo gli spazi di manovra per le offerte clandestine.
Il modello concessionario e la rete dei controlli istituzionali
L’Italia si attesta tra i Paesi europei con la normativa sul gioco più articolata. Il modello concessionario subordina l’attività a procedure ad evidenza pubblica, vincolando gli operatori a stringenti requisiti tecnici, organizzativi ed economico-finanziari.
La trasparenza delle operazioni e il monitoraggio dei flussi finanziari sono garantiti dall’azione coordinata di un’articolata rete istituzionale che comprende:
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Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM)
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Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato (comprese Questure e Procure)
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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e Autorità giudiziarie
L’azione sinergica tra le forze dell’ordine e la magistratura permette di prevenire i fenomeni illeciti e tutelare l’erario.
Le forme del gioco illegale e i dati dell’attività ispettiva nel 2024
I fenomeni illeciti e di gioco clandestino tendono a proliferare in assenza di un’offerta legale accessibile. Tra le principali condotte abusive riscontrate sul mercato figurano:
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Raccolta abusiva di scommesse e utilizzo di piattaforme online senza concessione o siti esteri non autorizzati;
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Uso di totem, terminali illegali e apparecchi da gioco manomessi;
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Evasione fiscale, riciclaggio e infiltrazioni criminali.
Nel contrasto al canale digitale, lo strumento dell’oscuramento dei siti internet non autorizzati gestito da ADM si conferma fondamentale.
- Esercizi controllati: 19.210
- Violazioni accertate: 3.319
- Siti oscurati: 721
- Imposte evase accertate: oltre 72,5 milioni di €
I controlli hanno riguardato l’omologazione tecnica degli apparecchi, il rispetto delle prescrizioni concessorie, la conformità fiscale, l’antiriciclaggio e la tutela dei minori.
Il ruolo del CoPReGI nel coordinamento operativo
Un contributo strategico al contrasto dell’illegalità viene fornito dal CoPReGI (Comitato per la Prevenzione e la Repressione del Gioco Illegale, la Sicurezza del Gioco e la Tutela dei Minori). Il Comitato promuove:
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Attività di intelligence e analisi dei nuovi trend illeciti.
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Scambio informativo tra le amministrazioni coinvolte.
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Pianificazione e coordinamento delle verifiche ispettive sul territorio.
Tutela del consumatore e valore della rete territoriale
I circuiti illegali – aggiunge il documento – privano il giocatore di qualsiasi forma di garanzia, essendo privi di verifiche sull’età, strumenti di autoesclusione, tutele sui dati personali e limiti di spesa.
Di contro, la rete territoriale autorizzata assicura standard elevati di protezione e trasparenza. Le evidenze di settore indicano che una contrazione o un’eccessiva limitazione della rete fisica legale rischia di generare effetti controproducenti, spingendo la domanda verso canali non regolamentati.
La gestione del Gioco Pubblico all’interno di un perimetro legale e tracciato bilancia l’esigenza di tutela della salute pubblica con la sicurezza del territorio, la stabilità occupazionale e la sostenibilità economica delle imprese concessionarie.

Il modello italiano del Gioco Pubblico: come la trasparenza e la legalità alimentano le casse dello Stato
Il modello italiano del Gioco Pubblico si distingue nel panorama economico nazionale per la sua capacità di coniugare il contrasto all’illegalità con una significativa generazione di risorse fiscali. Fondato su un rigoroso sistema di regolazione, tracciabilità e controllo pubblico, il comparto rappresenta una vera e propria fiscalità da emersione: una struttura capace di trasformare una domanda di gioco strutturale e spontanea in un settore trasparente e monitorato.
In assenza di un’offerta legale e autorizzata, il rischio concreto sarebbe la convergenza della domanda verso circuiti clandestini, con grave danno per la tutela dei consumatori e per la finanza pubblica.
Il sistema concessorio e il contrasto all’evasione
L’obiettivo delle politiche pubbliche – aggiunge il documento – non è l’eliminazione della domanda di gioco — fenomeno presente in tutte le società moderne —, bensì il suo convogliamento verso canali sicuri. Attraverso la concessione pubblica, lo Stato autorizza l’esercizio dell’attività e impone agli operatori precisi obblighi di monitoraggio e rendicontazione.
Grazie alle tecnologie connesse con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), tutte le operazioni svolte sui canali autorizzati vengono verificate in tempo reale. Questo meccanismo garantisce:
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Elevata trasparenza nelle transazioni finanziarie.
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Abbattimento dei rischi di evasione ed elusione fiscale.
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Tutela del consumatore e presidio costante della legalità.
I numeri del gettito erariale: il contributo del settore
Nel 2025 il Gioco Pubblico si è confermato uno dei pilastri delle entrate erariali italiane. Secondo i dati forniti dall’ADM, il comparto ha generato circa 11,5 miliardi di euro di gettito erariale diretto, un dato in linea con gli anni precedenti. Di questi, oltre 10 miliardi di euro derivano dalla rete fisica.
La fiscalità del settore si articola su una pluralità di strumenti tributari:
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Imposta unica sulle scommesse e Prelevamento Erariale Unico (PREU) sugli apparecchi da intrattenimento;
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Tassazione sulle vincite e imposte sui giochi numerici;
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Canoni concessori e tributi specifici per tipologia di gioco.
A queste entrate dirette si aggiunge l’impatto fiscale indiretto e indotto prodotto dall’intera filiera (concessionari, gestori, esercenti e fornitori di tecnologie), che versa contributi previdenziali, IRPEF, IRES, IVA e imposte locali, accrescendo ulteriormente il valore generato per l’Erario.
Il valore economico della filiera: lo studio Nomisma
L’impatto del Gioco Pubblico travalica la sola componente fiscale. Una ricerca condotta da Nomisma sul valore economico e sociale del gioco su rete fisica evidenzia come il comparto generi complessivamente circa 20,8 miliardi di euro di valore aggiunto, cifra pari a oltre l’1% del PIL nazionale.
Questo valore è il risultato dell’integrazione tra tre fattori:
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Effetti diretti delle imprese del settore;
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Effetti indiretti attivati lungo la catena di fornitura;
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Effetti indotti legati alla spesa dei lavoratori e delle aziende coinvolte.
Presidio territoriale e rete fisica: una barriera contro l’illegalità
Bar, tabaccherie, sale gioco e ricevitorie rappresentano il punto di contatto fondamentale tra lo Stato e i cittadini. La presenza capillare della rete distributiva territoriale svolge una funzione essenziale nel convogliare i giocatori verso il circuito legale.
Ogni quota di mercato sottratta alla rete autorizzata a favore del gioco illegale comporta infatti minori garanzie per i consumatori, perdita di tracciabilità dei flussi di denaro e una contrazione delle entrate fiscali. Tuttavia, le penalizzazioni normative e fiscali che negli ultimi anni hanno colpito la rete fisica e gli apparecchi da intrattenimento hanno rischiato di incrinare questo equilibrio, provocando anche contrazioni del gettito.
Le sfide future: riordino normativo e sostenibilità
L’evoluzione dei consumi, la spinta verso il digitale e i mutamenti normativi impongono una riflessione sulla sostenibilità di lungo periodo del contributo fiscale del settore.
Istituzioni ed esperti concordano sul fatto che la stabilità delle entrate per lo Stato non possa passare esclusivamente da un ulteriore aumento della pressione fiscale. Il futuro del comparto e la riuscita del riordino normativo dipenderanno dalla capacità di bilanciare la tutela della salute pubblica, la competitività dell’offerta legale, la certezza del quadro regolatorio e la sostenibilità economica delle imprese della filiera.

Il valore occupazionale del Gioco Pubblico in Italia: un motore da 324.000 posti di lavoro
Il comparto del Gioco Pubblico in Italia si conferma uno dei principali bacini di impiego nel settore dei servizi e dell’intrattenimento. Oltre a rappresentare una rilevante fonte di gettito fiscale per lo Stato, l’intero sistema gioca un ruolo cruciale nella creazione di valore economico e sociale, garantendo occupazione stabile e capillare lungo tutto il territorio nazionale.
I dati emersi dalle analisi di settore e dalla ricerca Nomisma mettono in luce la portata numerica e la complessità strutturale di questa filiera, sempre più proiettata verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità.
I numeri dell’occupazione: impatto diretto, indiretto e indotto
Secondo i dati stilati da Nomisma sulla sola rete fisica, il Gioco Pubblico genera complessivamente circa 324.000 posti di lavoro in Italia.
L’impatto occupazionale si articola su tre livelli differenti:
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Occupazione diretta (147.000 addetti): coinvolge chi lavora direttamente per concessionari, gestori, sale gioco, sale scommesse e punti vendita.
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Occupazione indiretta: riguarda la vasta rete di fornitori di beni e servizi necessari al funzionamento della filiera, come aziende tecnologiche, società di manutenzione, logistica, sicurezza e consulenza amministrativa.
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Occupazione indotta: scaturisce dalla capacità di spesa dei lavoratori e delle imprese del settore, che attiva consumi e ricchezza in molteplici altri comparti dell’economia nazionale.
L’effetto moltiplicatore evidenziato dagli studi dimostra come ogni lavoratore diretto sostenga circa 2,2 posti di lavoro complessivi nel sistema Paese.
Presidio territoriale e contrasto alla desertificazione commerciale
Un elemento distintivo del Gioco Pubblico è la sua capillarità territoriale. La rete fisica — composta da bar, tabaccherie, ricevitorie, sale scommesse e spazi dedicati — non concentra le opportunità d’impiego unicamente nei grandi centri urbani, ma le distribuisce uniformemente anche nei piccoli comuni e nelle aree periferiche.
In molti territori caratterizzati da una scarsa presenza di attività economiche alternative, i punti vendita autorizzati funzionano come veri e propri presidi di prossimità. La loro presenza:
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Garantisce servizi essenziali per i cittadini.
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Sostiene l’economia locale e le piccole imprese commerciali.
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Contrasta attivamente i fenomeni di desertificazione economica e spopolamento.
Nuove competenze professionali: innovazione, digital e cybersecurity
La trasformazione digitale sta ridisegnando la filiera, affiancando alle mansioni tradizionali un’ampia gamma di competenze ad alto valore tecnologico. La crescita delle piattaforme online e l’evoluzione degli apparecchi da intrattenimento hanno portato all’emergere di figure professionali specializzate in:
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Software development e gestione infrastrutture IT;
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Data analysis e Intelligenza Artificiale;
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Cybersecurity e protezione dei dati personali;
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Digital marketing, compliance normativa e sostenibilità aziendale.
Le aziende del comparto rispondono a questo mutamento investendo significativamente nella formazione continua del personale. I Bilanci di Sostenibilità dei principali operatori evidenziano percorsi dedicati al gioco responsabile, alla sicurezza informatica e al welfare aziendale, collocando il capitale umano al centro delle strategie di crescita.
Normative e sostenibilità della rete: le sfide del riordino
Il dibattito sul riordino normativo del settore richiama l’attenzione sulla sostenibilità futura della rete territoriale. Misure quali distanziometri e limitazioni orarie, se non bilanciate, rischiano di incidere negativamente sui livelli occupazionali della filiera.
La riduzione dei punti vendita autorizzati comporta inevitabili ripercussioni non solo sulle imprese concessionarie, ma anche sul vasto indotto e sulle comunità locali. Per questa ragione, la tutela dei posti di lavoro rappresenta una delle priorità fondamentali da considerare nel processo di riforma del comparto, affinché il Gioco Pubblico possa continuare a garantire un contributo fondamentale alla coesione sociale ed economica dell’Italia.

Il nodo del Gioco Pubblico in Italia: perché il “Far West” delle regole territoriali minaccia legalità ed economia
La regolamentazione del Gioco Pubblico in Italia si trova a un punto di svolta. La questione territoriale è diventata il centro di un acceso dibattito che intreccia salute pubblica, legalità, occupazione e gettito fiscale. Negli ultimi quindici anni, il modello di gestione statale — storicamente centralizzato e affidato al controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) — si è scontrato con una proliferazione di norme locali, regionali e comunali che hanno frammentato il mercato.
Il “Mosaico Normativo”: distanziometri e limiti orari
Nati prevalentemente con l’intento di prevenire il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) e proteggere le fasce vulnerabili della popolazione, gli interventi degli enti locali hanno introdotto barriere e restrizioni eterogenee:
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Distanziometri: l’obbligo di mantenere una distanza minima (solitamente tra i 300 e i 500 metri) tra le sale da gioco e i cosiddetti luoghi sensibili (scuole, impianti sportivi, centri giovanili, luoghi di culto e strutture sanitarie). In molti centri urbani ad alta densità, l’effetto combinato di queste mappe ha reso fuorilegge oltre il 99% del territorio comunale.
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Limitazioni degli orari di funzionamento: orari di apertura e spegnimento degli apparecchi stabiliti in modo disomogeneo anche tra Comuni confinanti, creando forti disagi operativi.
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Vincoli urbanistici e restrizioni alle nuove aperture: ostacoli amministrativi che limitano l’insediamento di nuove attività autorizzate.
Il risultato di questa stratificazione è un vero e proprio mosaico regolatorio, in cui le regole variano da Regione a Regione e persino da un Municipio all’altro.
Efficacia delle restrizioni: cosa dicono i dati scientifici?
A fronte di misure sempre più restrittive, ricerche accademiche e analisi di settore sollevano dubbi sulla reale efficacia di distanziometri e orari ridotti nel contrastare la ludopatia.
I comportamenti di gioco problematici dipendono infatti da fattori psicologici, sociali ed economici complessi che non vengono eliminati dalla semplice distanza fisica da un punto vendita. Il rischio principale di un proibizionismo locale è lo spostamento della domanda:
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Migrazione verso il gioco online (compresi siti esteri non autorizzati).
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Spostamento dei giocatori verso territori confinanti privi di restrizioni.
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Espansione dei circuiti di gioco illegale gestiti dalla criminalità.
La rete fisica legale come presidio di legalità e lavoro
Bar, tabaccherie, ricevitorie e sale dedicate non rappresentano unicamente un’attività economica, ma svolgono una funzione di presidio del territorio. La presenza di punti vendita fisici autorizzati assicura:
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Controllo dell’accesso: verifica costante del divieto di gioco ai minori.
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Sensibilizzazione: informazione diretta sui rischi e sul gioco responsabile.
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Tracciabilità dei flussi: garanzia di trasparenza nelle transazioni finanziarie e contrasto all’abusivismo.
Un indebolimento della rete legale mette a rischio non solo la tutela dei consumatori, ma anche migliaia di posti di lavoro lungo un’articolata filiera aziendale (concessionari, gestori, fornitori di tecnologia e manutenzione).
Il Riordino del settore: dalla Delega Fiscale alle tutele tecnologiche
Superare la frammentazione – conclude il documento – è uno degli obiettivi primari fissati dalla Legge Delega per la riforma fiscale. Dopo il riordino del segmento online, resta prioritaria la definizione di un quadro normativo unico a livello nazionale per il gioco fisico.
L’evoluzione tecnologica offre oggi strumenti avanzati per spostare la prevenzione dalle limitazioni territoriali generiche alla protezione mirata della persona:
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Registro unico di autoesclusione esteso alla rete fisica.
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Sistemi avanzati di identificazione del giocatore.
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Monitoraggio dei comportamenti a rischio tramite Intelligenza Artificiale e sistemi di allerta precoce.
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Strumenti di autolimitazione personalizzati e formazione obbligatoria per gli operatori.
In attesa del completamento del percorso di riforma, il settore richiede l’adozione di soluzioni intermedie capaci di anticipare il riequilibrio tra la tutela della salute pubblica e la tenuta dell’offerta legale. cdn/AGIMEG

